Stefano Sale *
Psicosi giallorossa. Se il tifoso romanista ne è uscito deluso, con le ossa rotte e non ci ha dormito la notte, lo stesso non deve accadere alla squadra. Niente drammi, rialzarsi subito e ricomiciare. Ha ragione Gasperini. La Juve ha festeggiato come se avesse vinto lo scudetto. E la Roma non ha perso. Siamo sempre in vantaggio di 4 punti. Ci sta la rabbia di Mancio e la delusione di Malen, ma lasciamo perdere le reciproche accuse tra compagni di squadra. Tutti sono responsabili, anche il tecnico. Ma guai a deprimersi. Il tifoso fa un altro mestiere. Loro devono tirare fuori gli attributi e reagire. Sono professionisti col dovere di trasmettere positività a tutto l’ambiente.
Missione umanitaria. Il fattaccio. Dopo il gol del 3-1 di Malen, la Juve sembrava una squadra visibilmente rassegnata, quasi incapace di reagire. Ma ci ha pensato “Roma Cares” a fare pacchi regalo per aiutare una squadra col morale sotto ai tacchi. La beneficenza non si nega a nessuno in fin dei conti. Mancano venti minuti. La gestione sul doppio vantaggio è disastrosa. Gasperini lascia in campo giocatori che invece andrebbero cambiati molto prima, Cristante su tutti, prestazione disastrosa la sua. Serviva gente per tenere palla, e gente veloce per ripartire. E soprattutto serviva una torre la dietro per contrastare le palle alte, vedi Ziolkowsky. Le palle inattive. L’unica arma rimasta alla Juve per provare a far qualcosa. Servito su un piatto d’argento.
Non si capisce l’uscita di Rensch, uno dei migliori in campo, un baluardo che non dava segni di stanchezza. E non si capisce perchè non cambia Pellegrini fino al 90esimo, che non era più utile alla causa. Così come riportare Celik dietro, che poi insieme a Mancini & co. si perdono i giocatori della Juve. Ma soprattutto la gestione da quel calcio d’angolo a nostro favore nel recupero. Una follia perdere cosi il pallone così, per poi giocare all’indietro con la paura addosso, riconquistarla per poi riconsegnarla subito agli avversari. Per non parlare dei falli inutili a ridosso dell’area di rigore che poi consegnano il gol del pareggio che un po tutti temevamo. Episodi evitabili, scelte scellerate e cambi tardivi che costano alla Roma ben 8 punti, incluso di vantaggio nello scontro diretto.
Cronaca di una morte annunciata. Linfa al moribondo bianconero che veniva dalla scoppola di coppa. I gol presi da Boga prima e di Gatti dopo, sono praticamente uguali per ingenuità difensive inaudite. La difesa meno battuta d’Europa ora vacilla. Una squadra incapace di gestire il risultato nonostante una partita gagliarda per 80 minuti. Pisilli e Malen superlativi. Dalla parte di Rench non si passava mai, un mistero toglierlo. Kone massiccio a tuttocampo, Wesley la solita spina nel fianco autore di un gol strepitoso. Lo stesso non si puòʻ dire per qualche senatore. È una sconfitta maturata per errori tecnico-tattici ma sopratutto per una questione mentale. La paura di non farcela nei minuti finali si è palesata e l’abbiamo pagata a caro prezzo.
La squadra non è matura abbastanza. Manca qualche tassello importante di spessore per fare il salto di qualità e portare quella mentalità vincente. Ma Gasperini ora deve subito rimettere insieme i cocci perchè non c’è tempo. Si giocherà ogni 3 giorni con le coppe di mezzo, mentre le altre ora staranno a guardare. Abbiamo perso una battaglia ma non la guerra, ovviamente una metafora visti i tempi che corrono in contesti molto più seri, in questo mondo ormai impazzito. Insomma, c’è sempre di peggio. Sempre Forza Roma.
*Roma Club Dublino, tifoso Roma





