Francesco Raiola
Napoli-Fiorentina, in scena domani alle 18 al Maradona, è una partita che nasce già sporca, nervosa, da giocare più con la testa che con la fantasia. Il Napoli ci arriva contando gli uomini, stringendo i denti e affidandosi a un’organizzazione che negli ultimi tempi è diventata l’unico vero punto fermo. La squadra di Antonio Conte sa che non può permettersi cali di concentrazione, perché la Fiorentina è avversario che ti aspetta, ti studia e poi prova a colpirti quando abbassi il ritmo.
L’idea degli azzurri sarà quella di partire compatti, senza strappi inutili, provando a far scorrere la partita sui binari dell’equilibrio. In porta ci sarà Meret, chiamato soprattutto a guidare una linea difensiva a tre che vedrà Di Lorenzo e Buongiorno ai lati e Juan Jesus al centro, con compiti più di contenimento che di costruzione. Sugli esterni Spinazzola e Olivera dovranno garantire corsa e attenzione, sapendo che molto del peso della gara passerà proprio dalle loro letture, mentre in mezzo al campo Lobotka avrà il compito di dare ordine e tempi, affiancato da McTominay, pronto a rompere la linea con inserimenti e fisicità. Più avanti, a supporto dell’unica punta, Conte sembra orientato a dare spazio e confermare la stella nascente Vergara con Elmas, chiamati a muoversi tra le linee e a dare imprevedibilità a un attacco che avrà in Hojlund il riferimento centrale, solo ma continuamente sollecitato a lavorare per la squadra.
La Fiorentina si presenterà con un atteggiamento più attendista ma tutt’altro che rinunciatario. Davanti a De Gea, Palladino dovrebbe schierare una difesa a quattro con Parisi e Fortini sulle corsie e la coppia centrale composta da Pongracic e Comuzzo, protetta dal lavoro davanti alla difesa di Fagioli. La linea dei quattro di centrocampo sarà il vero motore viola, con Gudmundsson e Gosens larghi pronti ad allungare il Napoli, mentre Brescianini e Fabbian proveranno a inserirsi senza palla. In avanti toccherà a Kean reggere da solo il peso dell’attacco, cercando profondità e contatti per far salire la squadra.
Ne uscirà una gara fatta di fasi, di momenti, di pazienza. Il Napoli proverà a tenere il controllo, la Fiorentina a spezzarlo. In mezzo, il Maradona, pronto a spingere ma anche a trattenere il fiato. Perché questa non è una partita da fuochi d’artificio: è una di quelle che si vincono restando lucidi quando le gambe iniziano a pesare.
Fischio di inizio alle ore 18. Arbitro del match il sig. La Penna di Roma.






