LA SUPERSFIDA

Spalletti-Conte, ritorno al passato

Allo Stadium c'è Juventus-Napoli

Nella foto: Spalletti e Conte (Image Sport)

Francesco Raiola

C’è una partita che, più di altre, non ha bisogno di essere annunciata per farsi sentire. Juventus-Napoli è una di quelle. Una sfida che vive di memoria, di ferite mai del tutto rimarginate e di ambizioni che, stagione dopo stagione, tornano a incrociarsi. Domenica pomeriggio lo Stadium sarà il teatro di un nuovo capitolo di questa storia, ma a renderlo ancora più carico di significati è la trama che corre sulle panchine, dove Luciano Spalletti e Antonio Conte si ritrovano l’uno di fronte all’altro, entrambi ex, entrambi portatori di un’idea di calcio forte, identitaria, spesso divisiva.

È una partita che profuma di rivincita, personale prima ancora che sportiva. Spalletti e Conte non sono mai stati uomini di mezze misure, né sul campo né fuori. Hanno lasciato segni profondi ovunque siano passati, scudetti, fratture, entusiasmi e polemiche. A Torino Conte è stato il simbolo della rinascita bianconera, l’uomo che ha riacceso una Juventus smarrita e l’ha restituita alla fame di vittorie. A Napoli Spalletti ha inciso una pagina storica, riportando uno scudetto che sembrava un ricordo lontano e trasformando una squadra in un’idea collettiva, quasi culturale. Ora si ritrovano da avversari, con addosso il peso e l’orgoglio di ciò che sono stati e di ciò che vogliono ancora essere.

Il Napoli arriva a Torino con la consapevolezza di chi sa di potersela giocare, ma anche con la lucidità di capire che certe partite si decidono più con la testa che con le gambe. Gli azzurri sanno che lo Stadium non perdona distrazioni, che la Juventus vive di momenti, di strappi improvvisi, di una solidità emotiva che spesso fa la differenza nei big match. Eppure il Napoli non è più una comparsa in queste sfide, anzi:  ha imparato a stare dentro le partite pesanti, a soffrire senza snaturarsi, a colpire quando l’occasione si presenta.

La Juventus, dal canto suo, guarda a questa gara come a un banco di prova definitivo. Contro il Napoli non si gioca mai solo per i tre punti, si gioca per ribadire una gerarchia storica e per mandare un segnale al campionato, ma Conte conosce bene questo linguaggio, sa come trasformare una partita in un manifesto identitario. La Juve di Spalletti è chiamata a dimostrare di saper reggere l’urto emotivo di una sfida che vale più della classifica, perché racconta di passato e di futuro nello stesso istante.

Sarà una gara di dettagli, di duelli silenziosi, di scelte che peseranno come macigni. Spalletti cercherà risposte dalla sua idea di calcio, dal palleggio ragionato, dalla capacità di occupare gli spazi senza perdere equilibrio. Conte risponderà con l’intensità, con la pressione, con quella tensione agonistica che è da sempre il suo marchio di fabbrica, nonostante le tante assenze. Due visioni diverse, due caratteri opposti, un’unica certezza: nessuno dei due accetterà di perdere.

Alla fine, Juventus-Napoli sarà anche questo: un confronto tra due uomini che si conoscono fin troppo bene, che si rispettano senza mai dirlo davvero, che si sfidano per dimostrare, ancora una volta, di avere ragione. E quando il pallone inizierà a rotolare, tutto il resto, parole comprese, lascerà spazio solo al campo. Come deve essere, nelle partite che contano davvero.

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