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Xaxi Alonso, era già tutto previsto

Dietro la crisi tecnica dei Blancos

Nella foto: Xabi Alonso

Massimo Ciccognani

Dunque, Xabi Alonso a casa. E nessuno si scandalizza, perché era ampiamente previsto da tempo, compreso il nome del successore, Alvaro Arbeloa. Una storia durata 231 giorni, fatta di 34 partite, con 24 vittorie, 6 sconfitte e 4 pareggi. Un bilancio niente affatto positivo cominciato con la pesante sconfitta per 4-0 a New York contro il Psg nella semifinale del Mondiale per Club, dove il Real è stato letteralmente annientato dai parigini, proseguito in Champions dove finora il Madrid occupa il sesto posto dopo le sconfitte con Liverpool e Manchester City, quest’ultima al Bernabeu. Per finire in Liga, il pesantissimo 5-2 del Metropolitano nel derby di Madrid del 27 settembre. Il 24 ottobre, il punto più alto, la vittoria nel Clàsico per 2-1 contro il Barcellona e il +5 in classifica sui blaugrana. Crisi che sembrava alle spalle. Sembrava perchè poi sono arrivati i pari consecutivi con Rayo Vallecano, Elche e Girona e la sconfitta interna contro il Celta Vigo (2-0) il 7 dicembre. Il punto più basso e quel +5 è diventato presto un -4, acuito dalla sconfitta in Supercoppa contro il Barcellona che ha scritto la parola fine.

Problemi di spogliatoio Un carattere particolare, con le sue idee che ben presto si sono scontrate con il “vestuario” Blancos. Primo Vinicius, sostituito nel Clàsico, dà in escandescenze inveendo contro Alonso. E la società non lo ha ripreso. Alonso, al netto delle apparenze, ha legato poco con il gruppo, e tanti mancati recuperi, appaiono più che un sospetto. Florentino è rimasto freddino nei suoi confronti e sempre più lontano dalla squadra, in particolare da Mbappè che al termine del Clàsico d’Arabia, ha mandato platealmente a quel paese il tecnico che voleva fare il “pasillo” ai vincitori. Fine dei giochi, via Xabi Alonso proprio nel giorno in cui il Real, al netto delle tante assenze, non aveva sfigurato, giocandosela alla pari, o quasi, contro la squadra che obiettivamente stava meglio. La mancanza di risultati, ha fatto la differenza. Viste le forze in campo, si temeva un’altra manita come lo scorso anno, che invece non c’è stata e poco c’è mancato che il Real la riprendesse. Finale amaro come il fiele per l’uomo di Leverkusen che forse, non doveva essere preso. Ad Arbeloa il compito di rimettere in piedi la stagione che è ancora lunga e può essere ripresa. Ha allenato le minori del Real e da allenatore non ha ancora l’esperienza giusta. Dipende da come si porrà con la squadra, con lo zoccolo duro. Quello che conta. E decide.