Ecco Bergamo: giochiamocela

Stefano Sale *

Dolce-amaro. Questa la sintesi del ritorno di Daniele De Rossi allo Stadio Olimpico. Dolce per l’accoglienza calorosa dalla sua Roma, culminato con l’abbraccio sotto la curva a fine partita. Amaro per un risultato molto pesante per il “suo” Genoa, annichilito dopo neanche dopo un tempo di partita. Una Roma straripante quella della prima mezz’ora, subito a segno con Soulè, e con Manu Kone finalmente in gol. Tira in porta e fa due gol, ma senza mai centrarla veramente, con entrambi i tiri deviati. Un gol valido e l’altro annullato. Comunque autore di una grande prestazione. Terzo gol di Evan Ferguson, di rapina. Secondo tempo soporifero. Nulla da dichiarare a parte qualche episodio che però non avrebbe cambiato le sorti della partita. La squadra ha tirato i remi in barca, forse per salvare De Rossi da un punteggio che poteva essere anche più pesante. Una Roma in scioltezza contro un Genoa non pervenuto. Va benissimo cosi, con Daniele a raccogliere i saluti della sua gente. Polemiche inutili quelli dei sostenitori rossoblù, lui lo aveva detto chiaramente prima della partita, sarebbe andata così a prescindere dal risultato. Tutto il resto è ipocrisia. E lui è tutto ma non ipocrita. 

La partita ha comunque dato dei spunti  su chi ha giocato e su chi è entrato dopo. Sottolineo la buona prestazione di Dybala, 90 minuti in campo, come trequartista, messo dietro la punta e non solo li davanti. Lui li rende molto di più, si muove su tutto il fronte, giocate ed assist di alto livello. Bene anche fisicamente. Ottime prestazioni anche da Hermoso e Ziolkoski, sicuri a chiudere gli spazi.  Davanti bene Soulè e Wesley, sempre spine nel fianco.  Capitolo Ferguson. L’irlandese gioca discretamente. A volte da l’impressione di essere centravanti vero, potente e straripante, come nel bel tiro deviato in angolo dal portiere. Ma anche nelle sponde con dei bei assist vincenti. Ma a volte poi si perde con la testa altrove. E qui assomiglia più al peggior Dovbyk. Fa diversi errori di stop ed appoggi sbagliati abbastanza grossolani. Chiaro che poi Gasperini si arrabbia. La sensazione è che va sgrezzato e disciplinato. Ha le stigma del grande attaccante, ma vediamo se il buon Gasp lo ritiene tale oppure deciderà che non è il suo attaccante tipo. Il mercato è alle porte. Natale è alle spalle, cosi anche il 2025. Ecco il 2026. Anno nuovo, gente nuova. Raspadori sembra ormai un nuovo giocatore giallorosso. Zirkzee non ancora. Forse qualche altra sorpresa. Vedremo. L’importante è portare qualità. Subito. Tante partite davanti nelle prossime settimane. Intanto andiamo subito a Bergamo. Deja vù. Stavolta è Gasp a tornare a casa. Ma vogliamo un risultato diverso. Usciamo allo scoperto e giochiamocela. Per rimanere lassù. Roma, dammi 3 punti!

*Roma Club Dublino, tifoso Roma