Robert Vignola
La Coppa Italia Frecciarossa continua il suo progresso nel cuore dei tifosi anche grazie a Bologna e Milan, che si sono date battaglia senza esclusione di colpi. All’avvio arrembante rossonero ha risposto un’organizzazione di gioco rossoblù tutta impostata sulla pressione costante degli avversari. Quello del Diavolo si è rivelato un fuoco di paglia, mentre sotto la cenere vecchia di 51 anni covava la fiamma del successo, riesplosa quando il guizzo di Ndoye in area ha bucato a inizio ripresa la guardia di Maignan, proprio sotto gli occhi dei trentamila sostenitori sognanti. L’ultimo capitano del Bologna ad alzare la Coppa Italia (in quello stesso cielo di Roma) fu Giacomo Bulgarelli. Il che dice molto su quanto sia storica questa vittoria, con il trofeo ritirato da un raggiante Lorenzo De Silvestri e poi condiviso con mezzo Olimpico festante.
La riprova che il destino nel calcio esiste ed ha le sue vie. Quella di quest’anno pare essere l’AutoSole: nel tragitto da Milano a Roma Vincenzo Italiano dal finestrino del Frecciarossa ha guardato Firenze, dove ha giocato e perso tre finali. scrollandosi di dosso l’etichetta da “Vincenzo Iraniano”, facendosi avvolgere da quella del Vincente Italiano. Complimenti a lui!






