Massimo Ciccognani
MANCHESTER Molti anni fa, Bobby Charlton lo definì il Teatro dei Sogni, e lo era vista la magnificenza dei red Devils di quel periodo. La Roma ritropva lo stadio maledetto, quello che mandò in frantumi sogni e fece persino vergognare. Il 7-1 incassato dai giallorossi di Spalletti, il 6-2 preso da Fonseca. Un conto da saldare, forse nel momento più difficile dello United. La Roma stasera vuole provarci ed alzare l’astricella perchè fare risultato qui a Manchester vorrebbe dire tantissimo, anche se Gasperini, non si fida. E’ uno stadio che mette paura, un campo tabù che prima o poi dovrà essere violato. Gasperini dice di avere un sogno e senza pensarci tanto si sa bene dove vuole andare a parare. Per Carrick, tecnico dello United, è l’ultima spiaggia, se perde salta, ma alla Roma interessa altro. Interessa continuare quel processo di crescita che magari proprio qui a Manchester potrebbe dare maggiore consapevolezza delle proprie possibilità di espressione. I bookmakers non si sbilanciano e danno United e Roma alla pari. Lo United vuole cambiare marcia e riscrivere la storia di questa stagione, la Roma vuole capire a che punto è e magari dove può arrivare.
Gasperini la Roma l’ha già disegnata, con qualche piccolo dubbio. Sarà sempre 3-4-1-2, con Gollini tra i pali, Balerdi (che dovrebbe essere preferito a Mancini perché in questo momento ha più gamba e fisicità), Ndicka ed Hermoso sulla linea dei tre dietro. Cristante e De Roon saranno i due centrali davanti alla difesa, con Molina (più di Lulli) a destra, Wesley sulla corsia opposta. Davanti l’intoccabile Malen con alle spalle Soulè e Pisilli. Tremila romanisti al seguito. Serviranno anche loro per infrangere il sogno dello United, per coronare quello giallorosso. Un conto da saldare, in una notte non facile. Da lupi.



