Francesco Raiola
Non è una vigilia come le altre. Il Napoli arriva al do Dragão con tante assenze, una situazione di campionato da rimettere in carreggiata e la necessità di trovare in Champions League quelle risposte che finora sono mancate con continuità. Massimiliano Allegri non cerca scorciatoie e, nella conferenza stampa che precede la sfida contro il Porto, traccia subito il quadro delle difficoltà che attendono gli azzurri. Di fronte ci sarà una squadra in grande condizione, reduce da dieci vittorie in campionato e protagonista anche in Europa. «La partita di domani è difficile perché il Porto viene da 10 vittorie in campionato e pure in Champions hanno fatto delle buone partite. Per quanto riguarda noi, parlare serve a poco, c’è da fare una bella prestazione». Il tecnico livornese prova a tenere separati i due fronti, senza perdere di vista le priorità. In Europa il Napoli ha ancora il destino nelle proprie mani, ma il campionato resta il primo terreno sul quale intervenire: «In Champions League abbiamo il destino tra le nostre mani perché con 10 punti riusciremmo ad andare minimo ai playoff. Ma poi c’è da sistemare il campionato, che è la cosa più importante». Un messaggio chiaro, che fotografa le ambizioni europee ma soprattutto l’urgenza di ritrovare continuità in Serie A.
L’emergenza infortuni non rappresenta un alibi e nemmeno un motivo per abbassare la pressione. Allegri vuole una squadra capace di reagire attraverso il lavoro quotidiano: «Non toglie nessuna pressione perché è una partita importante, di Champions, contro una squadra forte. In questo momento non c’è da parlare e spiegare, c’è solo da fare, da lavorare, recuperare i calciatori infortunati e girare questo periodo negativo in un periodo positivo». Ma è soprattutto un dato statistico a preoccupare l’allenatore. La fragilità mostrata nella parte finale delle gare è diventata un problema evidente: «Nell’ultima mezz’ora abbiamo preso 11 gol. Vuol dire che in quel momento della partita lasciamo qualcosa per strada». Da qui l’avvertimento più significativo della conferenza: «Domani o facciamo una partita di grande sofferenza o ne usciamo con le ossa rotte». Serviranno attenzione, sacrificio e personalità per reggere l’urto di una formazione portoghese che attraversa un momento particolarmente brillante.
Sul fronte dei recuperi, Hojlund ha superato la febbre, mentre per De Bruyne la decisione arriverà dopo l’allenamento. Allegri esclude invece che quella di domani possa essere considerata l’ultima spiaggia: «Con 10 punti si va ai playoff». Il passaggio del turno, secondo il tecnico, si giocherà soprattutto negli incroci con Club Brugge, Viking e Sabah, mentre la successiva trasferta di Manchester appare «quasi proibitiva». Per il Napoli si va verso il 3-5-2 con Meret in porta, Beukema, Rrahmani e Rafa Marin in difesa; Politano e Lang sugli esterni, Anguissa, Gilmour e McTominay in mezzo al campo, con Hojlund e Giovane in attacco. De Bruyne resta in dubbio. Al Dragão, calcio d’inizio alle 21, dirigerà l’incontro il britannico Michael Oliver. Per gli azzurri è il momento di trasformare le parole in una prestazione di carattere.


