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VERSO IL DERBY

Amorim: “Per lo scudetto ci siamo anche noi”

Il tecnico del Milan carica i suoi alla vigilia della sfida contro l'Inter

Paolo Dani

C’è il Derby di Milano, la partita che può cambiare umore ma anche i connotati della stagione. Ruben Amorim è tranquillo, consapev ole però dell’importanza della sfida contro i nerazzurri. “Penso che sia una partita speciale perché si gioca nella stessa città, e ieri abbiamo visto il progetto del nuovo stadio. È una rivalità unica, ma c’è anche un legame profondo, due grandi squadre nella stessa città che condividono l’impianto. Credo che non si possa trovare altrove un contesto del genere, è davvero speciale. Ma sfide di questo tipo, beh, se guardiamo alla cultura portoghese, la sensazione è la stessa, come il senso di responsabilità per la vittoria e il trasporto dei tifosi sono molto simili. La cultura calcistica qui è più vicina a quella del Portogallo. In Inghilterra è leggermente diverso, lì c’è grande battaglia, ma lo spirito resta un po’ più sportivo. Qui si avverte quella componente latina che respiriamo anche in Portogallo, quindi credo proprio che sarà una partita speciale”.

Milan da rivitalizzare dopo la cocente sconfitta con il Bologna. “Tutti sanno che il derby è una partita speciale, un momento speciale, e quando arrivi a giocartela non contano il contesto, non conta se sei stanco. Devi scendere in campo e rendere al massimo, e noi ci saremo. L’ho detto e l’ho percepito fin dal primo minuto della partita contro il Bologna, guardando la gara dalla panchina. Non possiamo perdere una partita del genere. Non possiamo permetterci di subire due gol in due minuti. Possiamo fare molto meglio, e ci sono tanti piccoli dettagli di cui ho già discusso con la squadra. Ma da quando siamo rientrati dalle nazionali, tre settimane fa, non c’è mai stato il tempo materiale per allenarsi. E non sto dicendo che le altre squadre siano in una posizione diversa, parlo per noi, sento che ci sono molte piccole cose che ci stanno sfuggendo semplicemente perché non abbiamo il tempo di affrontarle in allenamento. Quindi non è solo una questione di energia, anche se l’ho notato, perché con l’energia puoi anche mascherare molte carenze, ma ci sono tantissimi aspetti su cui abbiamo bisogno di tempo per lavorare se vogliamo”.

Nonostante il gap dalla vetta, la parola scudetto non è tabù. “Lo scudetto è sempre l’obiettivo, ma è sempre più difficile dopo aver perso qualche punto. Per me dobbiamo pensare anche a migliorare, lottare. Vogliamo vincere, ma non vogliamo vincere un anno e l’anno dopo ritrovarci nella stessa situazione. Se sei il Milan l’obiettivo è lo scudetto, ma oggi bisogna capire che rispetto alle capolista c’è un gap. Vinciamo la prossima partita e tutto si tranquillizza, ma l’obiettivo è vincere lo scudetto ma non so quanto ci vorrà.”

Davanti avrà Cristian Chivu, ma nessun timore. “Ho zero invidia di Chivu perché sono già nel posto giusto, cioè al Milan e non all’Inter. Sono fatto così, sono fatto io in questo modo. Non ho imparato la lezione dall’esperienza precedente, ho scelto più o meno la stessa situazione, un club in piena fase di ricostruzione, che sta provando a lanciare dei giovani come Cisse per costruire qualcosa partendo da zero. È una sfida che mi stimola, mi piace, ed è per questo che ho scelto questo progetto, sono davvero felice della mia scelta. Allo stesso tempo, però, non sono mica ingenuo. So benissimo che bisogna vincere le partite per guadagnarsi il tempo necessario a costruire qualcosa di duraturo. Ognuno sceglie la propria strada, e questa è la mia. Se funzionerà o meno, nessuno può saperne niente adesso, ma sono davvero felice perché questo rispecchia esattamente chi sono e il tipo di lavoro che voglio fare. Capisco le domande che mi fate, ci sono giorni in cui, la mattina, mi viene da pensare che forse avrei potuto avere più esperienza, più calma, una rosa più ampia, meno infortuni. Ma alla fine della giornata sono stato io a scegliere questo lavoro, quindi ne sono felice e andrò fino in fondo, dritto per la mia strada. Lo sapete già, se sposo un’idea, di certo non la cambio. Posso cambiare il sistema tattico, d’accordo, ma non cambio la mia convinzione e farò tutto il possibile per riuscire a vincere e avere successo qui”.

Parole tante, adesso, parola che passa al campo.

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