Parola d’ordine, rilancio, quella che è nella testa e nelle intenzioni della nuova triade azzurra, Malagò, Maldini, Leonardo, che all’incontro nella lega di serie A, hanno illustrato i piani per il futuro. Tema caldissimo, visto che al primo posto c’è la ricerca del nuovo Ct. Un impegno forte per dare la panchina al migliore in corcolazione, con il sogno Guardiola ancora vivo. A conferma le parole per presidente di Lega, Ezio Simonelli: “Giovanni Malagò vola alto e la dimostrazione è aver scelto Maldini e Leonardo come suoi primi collaboratori. Speriamo di rilanciare presto il nostro calcio”.
E allora, spazio proprio al nuovo presidenete. “Sono molto felice di essere qui, dalla Lega Serie A è partita la mia candidatura. Un consenso quasi unanime che mi ha portato ad andare oltre le mie resistenze. Chi mi ha preceduto ha pensato di autoresponsabilizzarsi sulla scelta del ct, io ho invertito la clessidra e ho coinvolto Paolo e Leonardo. So che la scelta che interessa di più è quella del commissario tecnico, ma ci sono anche altri ruoli da individuare. Con loro due avrò condivisione totale. Il traguardo che ci siamo fissati è di 6 anni, fino all’Europeo 2032, in cui dobbiamo colmare questo gap evidente e sotto gli occhi di tutti. Penso che l’interesse sia fare il ct il prima possibile ma é importante fare prima tutte le valutazioni migliori per decidere. Martedì é una data possibile? Martedì é possibile. Ma prima di martedì ci sarà anche qualche altro nome a far parte del gruppo”.
Paolo Maldini è al lavoro insieme a Leonardo, in concorso con lo stgesso Malagò. Tutte idee condivise. “L’ideale sarebbe chiudere entro questa settimana, ma forse sarebbe ancora più ideale aspettare la persona che noi vogliamo. La tempistica è dettata dall’opportunità di avere le figure che noi vogliamo. C’è fretta, ma dentro di noi non c’è così fretta”. Leonardo, sotto questo aspetto è stato più concreto ed è entrato nei nomi dei papabili. “Anche noi vogliamo fare quanto prima possibile, ma questo percorso è fondamentale per definire quello che vogliamo. Aspettare qualche giorno è una cosa giusta, anche se abbiamo le idee chiare in tanti casi. Si parla sempre di piano A, B e C. Nella nostra testa è chiaro. C’è da trovare un allenatore che ragioni come noi, che siamo la direzione tecnica. Tanti possono essere vincenti, ma vogliamo trovare un’armonia di pensiero. Quindi dare la linea, a cascata, al nuovo ct e agli altri allenatori”.
L’Italia vuole Guardiola, ma Maldini confessa che il primo nella lista era un altro. “Non possiamo dare notizie su quello che sta succedendo. Avete individuato quello che può essere uno dei nostri obiettivi. Prima di parlare con Pep, ho parlato anche con Carlo Ancelotti. Ci sembrava giusto partire da quelli che riteniamo i migliori al mondo. Bisogna prima verificare la disponibilità generale e poi il resto. Quanto a Guardiola, tengo a precisare che la questione non è legata ad un fattore economico. Per Pep non è rilevante”, smentendo così la presunta richiesta di 20 milioni”.
L’atmosfera è di quelle giuste. “Le sensazioni sono di grande pressione, perché mi è stato presentato un progetto molto ambizioso – conclude Maldini -. È come una chiamata alle armi, quando l’Italia chiama è difficile dire di no. Pur sapendo le difficoltà e la lunghezza del progetto di ricostruzione, mi sono messo a disposizione e ho convinto Leonardo. Condividiamo progetti e valori, oltre che stima e amicizia. La mia figura, quella di direttore tecnico della Figc, non esisteva. Cercheremo di dare un’impostazione tecnica alla Figc”.

