Antonio Mengoni
Il vecchio, mitico Azteca, è il palcoscenico dove il Messico manda in scena uno spettacolo d’altri tempi. I messicani volano agli ottavi dove troveranno la vincente di Inghilterra-Repubblica del Congo, battendo sul prato di casa l’Ecuador per 2-0. Uno spettacolo di partita, con il pubblico dell’Azteca a soffiarev alle spalle della formazione di Aguirre che gioca bene e riduce ai minimi termini un’Ecuador mai domo, che ha provato a gettare il cuore otre l’ostacolo, ma che si è dovuto inchinare al miglior tasso tecico della compagnine messicana. Mezz’ora di ritardo sul calcio d’inizio per una tempesta di fulmini nelle vicinanze dello stadio, ma gli unici fulmini non sono quelli piovuti dal cielo, ma quelli fragorosi dei messicani: potenti, violenti, abbaglianti. Sblocca Quinones a metà della prmia frazione, Raul Jimenez raddoppia a stretto giro e poi dominio verde per tutto il resto della partita. Tanta intensità e qualità in mezzo al campo, saetta che sprigionano energia in prima linea. Questo è il Messico, un concentrato di determinazione e cattiveria agonistica della qiale il Brasile, prossimno avversario agli ottavi, dovrà tener conto.

