Massimo Ciccognani
NEW YORK E’ una “guerra”tra bomber in questo Mondiale. Messi che trascina l’Argentina (5 gol in due partite), Mbappè che fa altrettanto con la Francia (4 gol) e naturalmente non poteva essere da meno Erling Haaland, stella della nazionale norvegese che ieri ha battuto il Senegal per 3-2 con doppietta del biondo vichingo che con i due gol segnati nell’apertura contro l’Iraq, ha raggiunto a quota quattro Kylian Mbappè ed entrambi sono a meno uno da Leo Messi. Preambolo per dire che la Norvegia si conferma dopo il debutto con goleada sull’Iraq, rispedendo al mittente anche il Senegal che pure si giocava tanto in questa partita. Che è stata intensa e aperta fino alla fine. Generoso e volitivo l’undici africano, ricco di qualità quello norvegese. Al Metlife di East Rutherford nel New Jersey, finisce 3-2 per la banda di Solbakken. Si, proprio loro, quelli che tra andata e ritorno nelle qualificazioni, hanno mortificato l’Italia costringendola agli spareggi poi, ancor più amari, persi contro la Bosnia. La Norvegia gioca bene e rende l’idea di una squadra che si diverte. Il Senegal ci ha provato, ha sbandato a più riprese, per poi cadere al tramonto della prima frazione per effetto del gol messo a segno da Pedersen. Nusa, oggetto del desiderio di alcuni club europei, a sinistra l’ha fatta da padrone. E’ il classico esterno talentuoso, bravo a saltare l’uomo nell’uno contro uno, ma soprattutto a prenderlo in velocità nelle ripartenze. Dai suoi piedi sono nate le occasioni migliori. La Norvegia riteneva di averla chiusa nella ripresa, con il primo dei due gol di Haaland che però non ha spaventato il Senegal che con coraggio ha continuato a crederci, dimezzato lo svantaggio con Sarr, ma la strozza è rimasta in gola perché a stretto giro ci ha pensato ancora quel gigante di Erling (Haaland) a spezzare le ali del sogno e inserire il pilota automatico che ha proiettato la Norvegia ai sedicesimi. Ma il Senegal ci ha provato a testa alta fino alla fine e in pieno recupero l’ha riaperta ancora con Sarr, rendendo infuocati gli ultimi minuti del recupero. Ma la voglia di incidere non fa difetto ai norvegesi. I salmonari li hanno lasciati al mercato del pesce, qui, sono arrivati solo calciatori di spessore, forti e motivati. E sognare non costa proprio nulla.

