Massimo Ciccognani
ZENICA (Bosnia) Saltiamo il terzo mondiale di fila. Per l’Italia è l’inferno, quella di Zenica che promuove la Bosnia al mondiale, l’Italia resta a casa per la terza volta consecutiva. Kean illude l’Italia che resta in dieci alla fine del primo tempo per il rosso a Bastoni. L’Italia fallisce tre palle gol, Tabakovic la riprende e non bastano i supplementari. Decide la lotteria dei calci di rigore, anche stavolta fatali. Sbagliano Esposito e Cristante, e la Bosnia fa festa e prenota il biglietto per l’America. L’Italia quello per l’inferno.
Le scelte Benvenuti all’inferno del Bilino Polje. Novemila spettatori, un catino infernale, aria surriscaldata già da due opre prima dell’inizio del match. Gattuso non cambia e conferma il suo 3-5-2 con in campo glio stessi uomini di Bergamo. Mancini, Bastoni e Calafiori bei tre di difesa davanti a Donnarumma. In mezzo Locatelli, Tonali e Barella, con ai lati Politano e Dimarco: Kean e Retegui le due bocche da fuoco azzurre. La Bosnia di Barbarez si affida invece ad un 4-4-2 con Vasilj tra i pali, Dedic, Muharemovic, Katic e Kolasinac nei quattro dietro. In mezzo Bajraktarevic, Sunjic, Basic e Memic a supporto di Demirovic e Dzeko. Fischia il francese Clèment Turpin.
Sblocca Kean, rosso a Bastoni La partita che ci si aspettava. Maschia, fisica, bosniaci a pressare come non ci fosse un domani. L’Italia è messa bene, ma c’è ugualmente da soffrire. Ritmi altissimi, poi arriva l’errore del portiere bosniaco in fase dio impostazione, Barella recupera e serve il classico cioccolatino a Kean che non sbaglia. Il vantaggio azzurro non cambia il tema della partita, con la Bosnia che affonda, Dzeko lancia un controgioco ma poi conclude alto. La Bosnia c’è, l’ìItalia tiene, Basic e Dedic provano ad illuminare con l’Italia che risponde con Retegui, ma non va. L’Italia gestisce ma rischia sul colpo di testa di Memic, ma era fuorigioco. Poi Demirovic prova a spaventare gli Azzurri, ma nel finale cambia l’episodio che la cambia. Rinvio non perfetto dio Donnarumma, Memic anticipa Bastoni che, in ritardo, lo stende. Rosso e Italia in dieci. Fuori Retegui dentro Gatti. C’è da soffrire.
La riprende Tabakovic: supplementari Gattuso richiama Politano ed inserisce Palestra, mentre la Bosnia manda in campo Tahirovic e Alajbegovic per dare sostanza alla prima linea. Bosnia ventre a terra, Donnarumma su Alajbegovic a pugni chiusi. L’uomo in più impone alla Bosnia di provarci, ma l’Italia non molla e nonostante l’uomo in meno tiene bene il campo e ha l’occasione ghiottissima per raddoppiare quando Kean va via in campo aperto ma, solo davanti al portiere, non inquadro lo specchio. Entrano Pio Esposito e Cristante per Kean e Locatelli. La Bosnia insiste, Tahirovic calcia convinto sul primo palo, Donnarumma salva in angolo, poi è l’Italia a fallire il raddoppio con Esposito che non trova la porta sul centro di Palestra. Poi Dimarco va troppo morbido sul centro di Barella. Due occasioni fallite e arriva il pari bosniaco: Dzeko anticipa tutti di testa, il portiere azzurro ci mette una pezza ma può nulla sul tap-in di Tabakovic: 1-1. Tutto da rifare, ma c’è un tocco di mano di Dzeko nettissimo cha arbitro e Var non ravvisano. Gattuso toglie Barella ed inserisce Frattesi a cinque dalla fine. Ancora Donnarumma a salvare la porta azzurra, ma adesso si soffre. Si va ai supplementari.
Rigorosamente Bosnia Subentra la stanchezza dopo novanta minuti tiratissimi, ma il primo supplementare regala un altro errore arbitrale: Tonali lancia Palestra che viene steso al limite. Per Turpin è solo giallo. Poi all’ultimo secondo Pio Esposito svetta in area di testa, Vasilj salva. Ultimi quindici minuti, di sofferenza con la Bosnia a provarci fino alla fine. Ma non si sblocca, si va ai calci di rigore. Il biglietto per il mondiale si decide dagli undici metri. E la lotteria dagli undici metri è l’ennesima maledizione: Pio Esposito spedisce alto, Cristante ce tra la traversa e non basta il gol di Tonali. La Bosnia non sbaglia e fa festa.





