Massimo Ciccognani
SARAJEVO Sciolto, sereno e persino sorridente. Sergey Barbarez, ct della Bosnia, si è presentato in conferenza con idee chiarissime e fa capire subigto l’atteggiamento dei suoi. “Se facciamo l’uno a zero per noi, parcheggiamo l’autobus davanti alla porta (ride..), se invece prenderemo gol, lo parcheggeremo nell’area azzurra. Siamo felici di essere arrivati sin qui, sento e vedo l’amore che nasce da questi giocatori”.
La Bosnia sta bene e ci crede. “Tutti hanno recuperato tranne… me, che ho perso la voce. La gara è stata impegnativa ma abbiamo avuto tempo per riprenderci, speriamo di reggere sino alla fine. Tutti mi danno grande disponibilità, anche contro il Galles c’erano giocatori con crampi che però non volevano uscire dal campo”.
Sulla partita che lo attende, non ha dubbi. “Servirà avere coraggio, curare i dettagli, avere un po’ di fortuna e segnare. Noi lenti? Quello che conta siamo noi, chi ha detto cosa è meno importante. Non importa cosa pensano gli altri o quello che ha detto l’avversario”.
Totti ha detto che “o l’Italia vince o muore”. Barbarez rilancia: “Ci saranno tante emozioni per loro, è una partita molto importante ma lo è anche per noi. Forse è un po’ più importante per noi, perché non si tratta solo di calcio, ma anche dello stato del Paese. Potremmo essere un po’ più emotivi, ma giocare in una grande competizione è sempre un grande traguardo”.





