PLAYOFF MONDIALI

L’Italia dice SI, è finale: 2-0 all’Irlanda del Nord

A Bergamo decidono le reti di Tonali e Kean: martedì sfida alla vincente di Galles-Bosnia

Nella foto: l'esultanza di Sandro Tonali (foto Emanuele Pennacchio/Keypress)

Massimo Ciccognani

BERGAMO Il referendum del calcio dice SI: l’Italia doveva vincere e ha vinto, battuto l’Irlanda del Nord e adesso per fare rotta sul mondiale c’è un altro ostacolo, quello che incontreremo martedì quando affronteremo la vincente di Galles-Bosnia. A Bergamo è finita 2-0, una partita dai due volti, noiosa nella prima frazione, con l’Italia lenta, prevedibile, senza creatività, con addosso tantissima paura, quella di non farcela. Il gol di Tonali a inizio ripresa ha cambiato l’inerzia della partita, perché senza il vestito della paura addosso, l’Italia ha fatto decisamente meglio, ha sfiorato più volte il raddoppio che ha trovato con lo scatenato Kean. E fa festa con la sua gente. Il primo round è andato, adesso concentrazione massima sulla prossima sfida. Ci attende il mondiale.

Così in campo Il ricordo di Gino Paoli e il minuto di raccoglimento in memoria di Beppe Savoldi, attaccante di Atalanta, Bologna e Napoli scomparso oggi. Sold out a Bergamo (23.439 spettatori paganti). Poi, il via. Bastoni e Mancini sono recuperati e partono titolari nella difesa a tre di Gattuso, con Calafiori terzo interprete, davanti a Donnarumma. In mezzo Locatelli, Barella e Tonali. A destra Politano ha vinto il ballottaggio con Palestra, dalla partte opposta Dimarco. Bocche da fuoco Kean e Retegui. Nessuna stella nella nazionale irlandese, con O’Neill che si affida ad un 3-5-1-1, con Donley punta centrale, alle sue spalle Price e Spencer. Alla New Balance Arena fischia l’olandese Makkelie.

Vince la paura Quella che avremmo dovuto esorcizzare, è diventata il filo conduttore dei primi quarantacinque minuti. La paura, quella che ha preso il sopravvento sugli azzurri. Le gambe ci sono, ma la testa, no. Poche giocate, prevedibili, Locatelli timoroso, palla che gira sempre in orizzontale. Ci prova in avvio Dimarco, poi Kean e Retegui, ma i nostri avversari dietro solo un muro di muscoli. Difendono a cinque, imponendo la prestanza fisica, difendono bassi e da parte nostro non ci sono spazi, i guizzi che non arrivano. L’Irlanda neppure fatica troppo per contenere l’Italia e i suoi timori, e qualche volta in controgioco, prova pure a spaventarci. Kean e Retegui hanno tanta voglia addosso, ma i rifornimenti sono limitati come ai distributori di benzina ai tempi del Covid. Manca creatività e così è davvero difficile.

Sblocca Tonali, chiude Kean L’Italia si scuote, Kean e Retegui giocano sulla linea dell’ultimo difensore, provano a scappare e pressano. Da una palla sporca Retegui si ritrova solo davanti alla porta, ma si allunga troppo il pallone. E subito dopo, tocca a Kean, gran diagonale, palla smanacciata in angolo. E’ il preludio al vantaggio: lo firma Tonali con una botta dal limite di prima intenzione che buca Charles: partita sbloccata. Gattuso cambia: dentro Gatti e Pio Esposito, fuori Bastoni e Retegui. Poi, ancora Kean, parato, ma adesso l’Italia gioca bene. Il gol di Tonali ha attenuato la paura, la manovra è più fluida, c’è più consapevolezza, come nella percussione di Calafiori che manda in porta Dimarco, ma senza fortuna. Però adesso il gioco è più arioso, piacevole. Kean è una furia, ci prova in tutte le maniere, palla fuori in rovesciata di un nulla. Ma la carica dell’attaccante Viola è davvero tanta e a stretto giro firma il raddoppio: raccoglie l’invito di Tonali, controllo in area, sterzata e mancino che bacia il palo e finisce in rete: 2-0. E buonanotte ai suonatori. Valige pronte, in attesa di conoscere l’avversario tra Galles e Bosnia: martedì è la partita per riscrivere la storia azzurra.

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