Enrico Rossi
Venti giorni d’inferno: la Roma era a +4 sulla Juve e +6 sul Como, ma in venti giorni ha cancellato tutto: un pari, quello contro la Juve in rimonta, e due sconfitte (Genoa e Comno)e gli avversari sopra come avvoltoi, poi è arrivata la delusione europea nell’euroderby contro il Bologna. La delusione è forte, il morale che scivola sotto la suola degli scarpini. Roma stanca, che gioca sempre con gli stessi, senza cambi.
L’uscita dall’Europa League, un’altra mazzata difficile da metabolizzare, perché adesso per rientrare in Champions resta solo il campionato, con un cammino maledettamente in salita perché Como e Juve hanno messo la freccia e non intendono fermarsi. Domenica arriva all’Olimpico il Lecce in piena lotta per la salvezza e non sarà una passeggiata, soprattutto sotto l’aspetto morale oltre che fisico. I giallorossi hanno speso tanto nei centoventi minuti contro il Bologna, ma non c’è tempo per fermarsi perché significherebbe vanificare quanto di buono fatto fino a quel 1 marzo che di fatto ha segnato la cadiuta giallorossa. Dal 3-1 contro la Juve al 3-3 allo scadere, ha avuto il potere di una mazzata su una squadra che troppo presto ha pensato di averla chiusa. Ma adesso la Roma deve reagire. Il Lecce è avversario scomodissimo, ma la Roma non può andare in caduta libera.
Deve rialzarsi, vincere e continuare a sperare. La stagione non è finita: provarci è il minimo che la Roma possa fare.





