Debora Cinti
Al di là delle frasi di circostanza, si sapeva benissimo che contro il Bayern sarebbe stata durissima, ma l’Atalanta neppure ha potuto provarci, travolta (6-1) in casa. Una vera e propria lezione di calcio quella impartita dai bavaresi ai bergamaschi. Troppo Bayern per una piccola, generosa, ma piccola Atalanta. Solo qualche guizzo in avvio, poi i tedeschi prendono in mano il boccino del gioco e dopo una manciata di minuti sono già avanti. Gnabry illumina per Stanic, controllo, tiro e 1-0. L’Atalanta è scossa, non reagisce, e il Bayern dilaga: Olise di mancino mette a sedere Carnesecchi, poi spazio per Gnabry che raccoglie l’assist dello stesso Olise e fa 3-0. La Dea prova a rialzarsi, ma il colpo è troppo forte, con il Bayern che spreca quattro occasioni di fila prima dell’intervallo. Nella ripresa continua il dominio tedesco: Jackson, liberato da Luis Diaz fa 4-0, poi chiudono il conto Olise e Musiala. Una Caporetto imprevista nella sostanza. Bayern superiore in tutto, dilaga sul piano del gioco e il punteggio alla fine non si allarga a dismisura con Djimsiti che evita il settimo gol e Upamecano ci va vicino. Il Bayern allenta solo quando viene comunicato il recupero, tanto da permettere a Mario Pasalic in scivolata di mettere dentro il gol della bandiera. Finisce 6-1. Una disfatta. Non solo per l’Atalanta, ma per tutto il calcio italiano.





