Anoir Assou
Domenica è il giorno del Derby della Madonnina: il Milan ospita l’Inter nella 28ª giornata di Serie A, con i nerazzurri saldamente al comando della classifica a +10 proprio sui rossoneri.
L’Inter arriva alla stracittadina forte di un ruolino impressionante in campionato, costruito su continuità, solidità e una mentalità che, al netto dell’eliminazione europea, non è mai venuta meno. Il derby rappresenta molto più di uno scontro diretto: è una prova di maturità e gestione, soprattutto dopo la vittoria contro la Juventus, seguita da polemiche e tensioni (su tutte il duello Bastoni-Kalulu). La squadra di Chivu ha dimostrato di saper reggere pressione e rumore esterno.
Dal punto di vista tattico, la sfida è affascinante. Il Milan soffre spesso contro squadre chiuse e organizzate, ma contro l’Inter il copione cambia: i nerazzurri sono per natura offensivi, alzano il baricentro e concedono campo. Un contesto ideale per i contropiedisti rossoneri come Pulisic, Rabiot e Leao. Proprio per questo serviranno equilibrio e attenzione nelle transizioni difensive.
Buone notizie dall’infermeria: l’unico assente resta il capitano, ancora fermo per il problema al soleo. Bonny ha smaltito l’affaticamento accusato contro il Genoa ed è a disposizione. Thuram è chiamato a trascinare la squadra, come nel suo primo derby, quando si presentò ai tifosi interisti con una prova magistrale. In mezzo al campo, dopo mesi, si rivedrà il trio titolare con Zielinski, Calhanoglu e Barella: proprio quest’ultimo cerca una definitiva consacrazione dopo un periodo altalenante.
Le due milanesi hanno praticamente già ipotecato un posto nella prossima Champions, ma il derby pesa sempre doppio. Per l’Inter vincere significherebbe blindare ulteriormente il primato e lanciare un messaggio definitivo al campionato. Personalità, gestione dei momenti e freddezza: le chiavi di una notte che può indirizzare in modo quasi irreversibile la corsa scudetto.





