Il mondo del calcio si interroga ad appena cento giorni dal Mondiale. Il caso che in queste ore tiene banco, è quello dello scandalo che in Argentina ha coinvolto i vertici federali e che ha portato alla sospensione del campionato. Grave l’accusa mossa nei confronti dell’AFA, Asociación del Fútbol Argentino e del suo presidente Claudio Tapia, in seguito ad una denuncia per presunta frode fiscale per mancati versamenti fiscali e trattenute indebite sui contributi pensionistici tra marzo 2024 e settembre 2025. Il tutto per un totale di 11,7 milioni di euro. L’AFA, dal canto suo, ha respinto le accuse, dichiarando di non avere debiti fiscali pendenti. Ma l’inchiesta, sarebbe solo all’inizio di un percorso, visto che nel mirino potrebbero finire anche presidenti di squadre di club. Dall’inchiesta sembrerebbe emerso un sistema di favore con società di comodo, utilizzate per far transitare fondi, anche all’estero, in particolare in Spagna. Non è un caso che gli sponsor della Federazione Argentina stiano facendo le dovute valutazioni, Alcuni degli sponsor della Federazione hanno sospeso i pagamenti dovuti e hanno già intrapreso le prime valutazioni, con Adidas che ha sospeso i pagamenti, mentre Coca Cola sta valutando azione legali. Un vero e proprio terremoto che rischia di penalizzare l’avvicinamento della Seleccion al Mondiale dove si presenta da Campione in carica. Un terremoto che rischia di proiettare un’ombra pesante sugli appuntamenti della Nazionale. Intanto il presidente Tapia è stato raggiunto da un avviso di garanzia e il prossimo 6 marzo dovrà rispondere delle accuse in Tribunale. Per ora è obbligato a non lasciare il Paese, e l’avviso riguarda anche il tesoriere Pablo Toviggino. Insomma, tempi duri per la Nazionale campione del Mondo.





