Massimo Ciccognani
MADRID Cancellare le beghe del recente passato, non è facile, ma il Real ci ha provato e il popolo del Bernabeu ha apprezzato, tramutando i fischi contro il Levante agli applausi nella sfida Champions contro il Monaco. Prima il ricordo commosso e silenzioso per le vittime del disastro ferroviario in Andalucia. Poi, il match. L’ha vinta il Real, piuttosto comodamente (6-1) grazie ad una doppietta della sua stella Kylian Mbappé nella prima frazione: nella ripresa, il gol di Mastantuono, l’autorete di Kehrer, Vinicius e Bellingham (nel finale il gol della bandiera di Teze) a chiudere i giochi, ma a convincere è stato l’atteggiamento, la volontà, la voglia di riprendersi un tempio, quello del Bernabeu, che d’incanto era diventato ostile. Le assenze continuano a fare da colonna sonora alla stagione madridista, con Arbeloa, alla sua prima in Champions da allenatore, a rimodulare l’assetto tattico. Così a Valverde, esterno basso a destra, è stato aggiunto anche Camavinga dalla parte opposta. Due centrocampisti sulla linea di difesa, dicono tutto di una stagione finora contrassegnata da troppi infortuni che hanno decimato la squadra, soprattutto la difesa. Ma non c’è stata partita sul piano del gioco, con il Madrid che ha lasciato le briciole ai monegaschi. Manovra sciolta, bella a vedersi, dove l’attore principale è stato l’impegno. Ce l’ha messa tutta anche Vinicius che contro il Levante aveva ricevuto solo fischi. Stavolta applausi, ma non solo per il brasiliano.
Tutto facile Mbappé protagonista contro la sua ex. Prima bravo a monetizzare l’assist di Valverde, poi quello di Vinicius per il tocco morbido sotto misura. Il Monaco è debole e non graffia, ma ha la sua occasione con l’ex Barcellona Ansu Fati cxhe però impatta male sul pallone. A inizio ripresa, il Real dilaga. Mastantuono con un destro a incrociare fa 3-0, poi arriva anche il poker sulla percussione di Vinicius e la deviazione letale nella propria porta di Kehrer. Vinicius vuole il gol, vuole ritrovare l’abbraccio della sua gente, e lo trova all’ora di gioco con un’azione personale: semina il panico nella difesa monegasca poi di destro trova il 5-0, corre verso il centrocampo, raccoglie l’abbraccio dei compagni e si gode l’ovazione del Bernabeu. Il Madrid è pago del risultato, si rilassa, dietro concede qualcosa e ne approfitta Teze per firmare il gol della bandiera, che non cambia il pensiero sulla notte madridista, perché a stretto giro arriva anche il sesto gol con la giocata di fino di Bellingham, altro fischiato contro il Levante, che si è lasciato andare ad una esultanza polemica nei confronti della tifoseria. In attesa delle partite di domani, il Real sale al secondo posto inn classifica agganciando il Bayern e mette in un angolo beghe, polemiche e fischi. Col dovere di continuare a brillare come stasera. Arbeloa si stropiccia gli occhi: è tutto vero.





