La Juve ospita il Benfica e non può permettersi passi falsi. Napoli, decisiva la sfida di Copenaghen. Verso la qualificazione il Bayern. Ci crede il Barcellona, severi test per Atletico e Real Madrid
Massimo Ciccognani
Ne mancano due alla fine della prima fase e i giochi non sono ancora fatti. Le italiane non stanno messe male, dal momento che l’Atalanta è oggi la migliore espressione, quinta con 13 punti e l’Inter sesta un punto sotto. La Dea sulla carta è quella che sta meglio: riceve al New Balance di Bergamo l’Athletic Bilbao, un ottimo complesso ma decisamente alla portata dei nerazzurri di Palladino che vogliono gli ottavi entrando dalla porta principale. Vincere significherebbe alimentare il sogno, considerati che l’ultima la Dea sarà in casa del Saint Gilloise. Può farcela ed entrare tra le prime otto.
Chi deve fare attenzione è l’Inter di Chivu che si è complicata la vita con la sconfitta di San Siro contro il Liverpool. I nerazzurri affrontano, sempre al Meazza, l’Arsenal, capolista in Champions e in Premier League, la squadra del momento che non solo gioca bene, ma fa risultati probanti con chiunque. E se all’Arsenal nelle prossime due partite basta un punto per la matematica, all’Inter serve vincere, tenuto conto che all’ultima c’è in programma la trasferta tedesca di Dortmund in casa del Borussia che è ancora in corsa. Servirà l’urlo e la spinta di San Siro per ridurre ai minimi termini i Gunners.
Diverso il discorso per Napoli e Juventus che occupano il 17esimo e il 23esimo posto. Il distacco non è abissale, ma la prima cosa da salvare, è la qualificazione, quanto meno agli spareggi. Per i bianconeri c’è un incrocio pericoloso allo Stadium contro il Benfica di Josè Mourinho, venticinquesimo e fuori anche dagli spareggi sebbene questi sono ad un solo punto. Juve in trasferta e poi Real Madrid in casa, allo Special One serve una doppia impresa. La Juve è in un ottimo momento, la classifica è corta, ma per la banda Spalletti è necessario fare il pieno dei punti per garantirsi i playoff poi, vedremo quello che succede negli ultimni novanta minuti.
Quanto al Napoli, il discorso si complica. Gli Azzurri sono al 23esimo posto con 7 punti e anche vincendole tutte e due, diventa difficile pensare alla qualificazione diretta agli ottavi. Copenaghen in trasferta e Chelsea l’ultima in casa: servono due risultati probanti, a cominciare dall’impegno in Danimarca che è un vero e proprio spareggio perché i danesi contano gli stessi punti dei Campioni d’Italia. Giocano in casa ed hanno il beneficio del fattore campo, ma la qualità del Napoli è decisamente superiore. Vincere significherebbe presentarsi all’ultima curva con 10 punti e confidare nell’effetto Maradona per ridurre ai minimi termini il Chelsea. La qualificazione è tutta da giocare.
Le big sono ad un passo dagli ottavi: l’Arsenal a Milano con l’Inter, come detto, al Bayern basta battere il S. Gilloise per accedere agli ottavi. Rischia invece il Paris Saint Germain a Lisbona contro lo Sporting che è sotto di tre punti e spera nell’aggancio. Per il Manchester City c’è la trappola norvegese del Bodo Glimt: campo sintetico e ghiacciato, ma Haaland e soci non dovrebbero temere oltre misura, a patto di non sottovalutare l’impegno.
Gli ottavi li inseguono anche le due di Madrid: l’Atletico può contare sull’ultima al Metropolitano contro il Bodo, ma dovrà fare attenzione alla trasfeerta turca contro il Galatasaray che in casa si gioca tutto. Real da decifrare: ha cambiato guida tecnica e confida di invertire la rotta: Monaco in casa e poi Benfica in trasferta. Lisbona è campo caldo e difficile, di conseguenza diventa fondamentale vincere in casa contro i monegaschi che però non sono fuori e ancora sperano. Per Arbeloa, che ha preso il posto di Xabi Alonso, è il secondon crocevia: dopo la Coppa del Re, sarebbe un delitto perdere anche la Champions.
Per il Barcellona, ci sono Slavia Praga e poi Copenaghen al Camp Nou. La qualificazione non è una chimera, dipende solo dal piazzamento. Per il Liverpool c’è l’inferno di Marsiglia per poi chiudere ad Anfield contro il Qarabag. E’ virtualmente fatta a meno di clamorosi suicidi. Sperano Dortmund e Tottenham che nel prossimo turno si affrontano nello scontro diretto di Londra. Chi vince può continiuare a sognare, altrimenti c’è la riparazione all’ultima giornata. Andiamo.






