SERIE A

Pio Esposito manda in fuga l’Inter

Batte a San Siro il Lecce e va a +6 dal Napoli

Nella foto: esultanza Pio Esposito (foto Daniele Buffa/Image Sport)

Anoir Assou

È una notte che pesa più dei novanta minuti giocati. Inter–Lecce, recupero della sedicesima giornata rinviata per la Supercoppa, arriva subito dopo il pareggio pomeridiano del Napoli a Parma. Un assist inatteso, un’occasione d’oro per allungare nella corsa scudetto. Ma San Siro capisce presto che non sarà una passeggiata. Il Lecce di Eusebio Di Francesco, falcidiato dagli infortuni, si presenta rimaneggiato ma fedele alla sua identità: compatto, ordinato, pronto a colpire quando possibile. Sulla carta è la sfida tra il miglior e il peggior attacco del campionato, ma il campo racconta subito un’altra storia. Christian Chivu sceglie il turnover: senza Calhanoglu, fermato dai flessori, tocca a Zielinski dettare i tempi, affiancato da Barella e Mkhitaryan.

L’Inter però parte contratta, lenta, sorprendentemente imprecisa. Il possesso è quasi totale, ma è sterile, macchinoso, privo di ritmo. Bonny è il più attivo davanti: dopo pochi minuti impegna Falcone e prova a dare una scossa, ma Thuram e Barella sono irriconoscibili, leziosi negli appoggi, fuori giri. Il Lecce si abbassa, chiude gli spazi e ogni tanto riparte, con Sottil che su un rinvio lungo del portiere va persino vicino a far male alla difesa nerazzurra. Il primo tempo scivola via così, ingessato. Un rigore prima concesso e poi tolto dal VAR per fallo procurato da Bonny è l’unico vero sussulto. Lo 0-0 all’intervallo fotografa una Inter deludente, nervosa, incapace di trasformare il dominio territoriale in occasioni vere.

La ripresa si apre addirittura con un Lecce più intraprendente nel palleggio. San Siro rumoreggia, partono i primi fischi. L’Inter allora prova ad alzare i giri, crea, ma continua a sprecare. Chivu cambia: dentro Frattesi, Pio Esposito e Luis Henrique. I nerazzurri insistono, ma diventano sempre più frenetici, quasi isterici, come se il peso dell’occasione stesse schiacciando lucidità e precisione. La svolta arriva quando il tecnico decide di osare fino in fondo: tridente pesante con Lautaro, Thuram e Pio. L’ingresso del capitano accende lo stadio e contagia la squadra. L’Inter diventa improvvisamente brillante, iperoffensiva. Su un tiro di Lautaro, Falcone respinge corto e Pio Esposito è il più rapido di tutti: tap-in vincente e San Siro esplode. Negli ultimi dieci minuti l’Inter cambia marcia, cerca anche il raddoppio, mentre il Lecce resta vivo e prova a non arrendersi. Ma i nerazzurri tengono, soffrono il giusto e portano a casa una vittoria sporca, pesantissima. Tre punti che valgono oro, vetta consolidata e +6 sulle inseguitrici in attesa di Como Milan. Non la notte più bella, forse una delle più importanti