Massimo Ciccognani
iù intrigante che mai la quarta giornata della League Phase della Champions. In primo piano le sfide di Liverpool e Parco dei Principi, tra i Reds di Slot e il Real Madrid, e quella tra Paris Saint Germain e Bayern Monaco. Per le italiane, il turno più tosto spetta all’Atalanta in casa del Marsiglia. In casa Juventus , Inter e Napoli.
LIVERPOOL-REAL MADRID
Un duello che si rinnova, il teatro di tante sfide, due finali a tinte blancos, quella di Parigi e Kiev, ma una sfida ghiottissima che vale tanto. Per il Liverpool, che sta annaspando in Premier dove ha accusato cinque sconfitte consecutive, l’occasione per rilanciarsi, per riprendere il cammino veso gli ottavi, in attesa di tempi migliori. Per il Real per legittimare il primato in classifica, a +3 dai rivali inglesi. Due scuole a confronto, Slot contro Xabi Alonso, il ritorno ad Anfield di Alexander Arnold. Tanti motivi per una sfida infuocata.
PSG-BAYERN
E’ il primo incrocio tra due capoliste, entrambe a punteggio pieno, due attacchi che segnano molto (13 gol per i parigini, dodici per i tedeschi) e difese solidissime (3 gol incassati dal Psg, 2 dal Bayern). Entrambe puntano in alto, strizzando l’occhio alla finale, quella che Parigi ha vinto lo scorso anno a Monaco, quella che il Bayern avrebbe giocato in casa e che si è vista sfilare dall’Inter. Ingredienti per una partita ad altissimo livello, sul filo dell’equilibrio, con i rispettivi attacchi (Dembelè contro Kane) a mettere a dura prova le rispettive difese.
ATLETICO-UNION SG
Quella del Metropolitano è partita che non dovrebbe rappresentare un problema per la formazione rojiblanco di Diego Simeone, scottata da due passi falsi ingenerosi, soprattutto quello con il Liverpol dove la sconfitta è arrivata proprio sul gong. Atletico e Union Saint Gillois vantano entrambe tre punti, ma il fattore Metropolitano fa pendere l’ago della bilancia dalla parte dei Colchoneros che possiedono tanta qualità. Ma adesso servono anche i risultati.
INTER-KAIRAT
I nerazzurri hanno trovato stabilità, in campionato come in Europa dove viaggiano a punteggio pieno dopo tre giornate. L’impegno di San Siro contro il Kairat (un solo punto), dovrebbe essere una semplice formalità per gli uomini di Chivu che puntano all’ennesimo en plein per tagliare anzitempo il traguardo della qualificazione diretta alla seconda fase. Inter che per organico e qualità, se la può giocare alla pari con tutti. Parola al campo per certificarlo.
NAPOLI-EINTRACHT
La classifica dice tre ounti per entrambe, con gli Azzurri vogliosi di cancellare il 6-2 di Eindhovemn maturato in una giornata totalmente storta dove tutto ha girato per il verso sbagliato. Non era il vero Napoli, quello che è pronto a rimettersi in gioco, trascinato dal suo Maradona. I tedeschi stanno facendo bene in Bundes, ma sono avversari alla portata della squadra di Conte che ha perso De Bruyne, ma che non vuole l’occasione per rilanciarsi e riprendere il cammino verso gli ottavi.
JUVENTUS-SPORTING L.
La classifica dice Sporting (6 punti contro i due dei bianconeri), ma quella dello Stadium è la classica partita svolta per i bianconeri a caccia del rilancio dopo un avvio non propriamente brillante. L’arrivo di Spalletti e una nuova mentalità più europea, può servire tanto alla nuova Juve per riprendere il cammino. Lo Sporting, meglio dirlo subito, non è avversario facile, ma la forza dello Stadium, la voglia che saprà trasmettere il nuovo tecnico, possono rappresentare il viatico migliore per uscire da un momento poco brillante. Servirà però la migliore Juve. A Spalletti il compito di caricarla a dovere in un appuntamento fondamentale per il futuro bianconero.
MARSIGLIA-ATALANTA
Altro crocevia della stagione per i marsigliesi di Roberto De Zerbi e i bergamaschi di Ivan Juric. Un punto, a beneficio dei nerazzurri, divide le due squadre, entrambe a recriminare per aver raccolto meno di quanto seminato. Per l’Atalanta un importante banco di prova, la voglia di tornare a Bergamo con un risultato positivo per irrobustire una classifica che non è poverissima, ma sicuramente potrebbe essere migliore. Il Marsiglia, come la Dea, gioca bene e sa regalare spettacolo che di sicuro non mancherà.
SLAVIA-ARSENAL
Gli inglesi sono la quinta capolista dopo tre giornate, i cechi mestamente 28esimi con solo due punti conquistati. Neppure il fattore campo è riuscito a dare spessore alle ambizioni della formazione di Praga che stavolta si ritroverà di fronte il peggior avversario che potesse capitare, perché i Gunners di Arteta brillano in Europa e in campionato. E non si fanno torti alla volontà dello Slavia.
MAN CITY-DORTMUND
Guardiola non se la passa bene in Premier, mentre in Champions è lì, agganciato al carro delle primne cinque della classe, insieme al Dortmund. Ed ecco che la sfida di Etihad diventa fondamentale, in particolare per gli inglesi che vogliono ripartire, magari cercando proprio dalla Champions nuove energie per smuovere la classifica anche in Premier. Perché l’entusiasmo è figlio dei risultati, ed è di questi che ha bisogno il City di Guardiola.
MOURINHO, ORA O MAI PIU’
Tre partiteb e zero punti in classifica per il Benfica che ha cambiato la guida tecnica con l’arrivo din Josè Mourinho, ma i risultati tardano ugualmente ad arrovare. Il portoghese non ha la bacchetta magica, ma sente il fiuato sul collo di una tifoseria spazientita. Ospita il Bayer Leverkusen, che din punti ne conta due, ma è innegabile che allo Special One, servano solo i tre punti per non dare addio anzitempo alla Champions.
BRUGES-BARCELLONA
L’amarezza del Clàsico e la voglia di riprendere quota in Champions. E’ l’obiettivo del Barcellona che vola in Belgio in casa del Bruges con l’obiettivo dei tre punti. Yamal non è al meglio, ma i blaugrana hanno tanta qualità per poterne uscire vincitori.
QARABAG-CHELSEA
A sorpresa hanno gli stessi punti in classifica, sei, con la formazione di Baku che ha già battuto Benfica e Copenaghen e che in casa sa come farsi valere. Non il migliore dei test per i londinesi che in questo scorcio di stagione hanno rallentato anche in Premier. Per i Campioni del Mondo, l’occasione per dare un calcio al passato. Non sarà faciole, ma vincere, per Maresca e i suoi, è l’unica cosa che conta.





