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“Serve applicazione e mentalità”

Chivu spiega come ha cambiato i nerazzurri. Domani sfida all'Udinese: "Voglio lo stesso atteggiamento visto contro il Torino"

Nella foto: Cristian Chivu (foto Daniele Buffa/Image Sport)

Armando De Paolis

L’applicazione prima di tutto. Cristian Chivu riparte da questi connotati per identificare la sua Inter. Dopo aver battuto il Torino nella gara d’esordio a San Siro, i nerazzurri giocano in casa anche la seconda, domani alle 20.45 contro l’Udinese. “Domani dovremo mantenere l’atteggiamento e la mentalità della partita col Torino – ha spiegato nil tecnico nerazzurro -. Poi ci sono ancora tante cose da migliorare, ma atteggiamento e mentalità sono le cose più importanti da confermare anche contro l’Udinese”.

Tra Chivu e i suoi sembra essere stato stretto un patto, il tecnico glissa. “Ci sono cose che si possono raccontare e altre no. Ma non pensate che siano chissà cosa. Si tratta sempre di cose che fanno bene al gruppo, che fanno capire l’importanza del gruppo, l’unità e l’armonia che bisogna avere. Il patto è che il responsabile sono sempre io, nel bene e nel male”.

Il tecnico romeno è soddisfatto dell’applicazione dei suoi, da Calhanoglu a Pio Esposito. “Hakan è un giocatore importante, è tornato motivato e con la mentalità giusta, con l’ambizione di lasciarsi alle spalle quella è stata la scorsa stagione. Ha dimostrato di voler stare in questo gruppo e di migliorarsi. Le prime partite sono importantissime, torna a disposizione e siamo tutti contenti. Sono contento della convocazione in Nazionale per Pio Esposito. E’ un ragazzo che sa che la strada è ancora lunga, ma è forte e ha la mentalità giusta”. 

Sul modulo e atteggiamento, e sugli uomini da mandare in campo, Chivu dimostra di avere idee chiarissime. “Possiamo avere opzioni anche con due punte, o tre attaccanti, a seconda degli avversari vedremo come giocare. Giocando ogni tre giorni, bisogna che accontenti un po’ tutti ma non si deve perdere la meritocrazia. La meritocrazia è il mio primo principio, quindi è giusto effettuare turnover con un calendario così fitto ma sempre con meritocrazia e seguendo il bene del gruppo. Tutti devono meritarsi il posto e far vedere che sono competitivi e che possono essere soluzioni valide. Ma adesso devo pensare solo all’Udinese. Troppi pensieri danneggiano e fanno danni a livello di aspettative”. 

L’ultima è sull’avversario di domani. “Non dobbiamo sbagliare l’atteggiamento, la mentalità, la cattiveria e dovremo mantenere la qualità che noi abbiamo. L’Udinese è un avversario ostico, ha un allenatore che stimo e apprezzo molto, è fisica ma ha anche mobilità. E’ sempre difficile affrontare una squadra come l’Udinese”.