Italia mortificata, Svizzera ai quarti

Nella foto: l'esultanza di Vargas (foto Domenico Cippitelli/Image Sport)

Massimo Ciccognani

BERLINO Niente da fare, Berlino non è per tutti. Non è lo certo per questa Nazionale che è lontanissima da quella del 2006, quella mondiale. Usciamo agli ottavi senza aver giocato la partita con la Svizzera, che ha dominato dall’inizio alla fine, contro un’Italia bassa, piatta, sulla gambe, incredibilmente brutta, ma è tutto vero. Sogni e speranze che svaniscono come una coca cola rimasta aperta per giorni. La Svizzera corre, l’Italia passeggia, incapace di tutto, di un passaggio, di portare almeno un tiro in porta in novanta minuti. Vincono ancora loro, e stavolta, è ancora peggio.

Ci siamo Rieccole faccia a faccia, Svizzera e Italia, primo crocevia della fase ad eliminazione diretta di Euro 2024. In palio i quarti di finale. Spalletti vara un nuovo, intrigante 4-3-3: Bastoni ha recuperato ed è al centro della difesa accanto al romanista Mancini davanti a Donnarumma, con Di Lorenzo e Darmian esterni di difesa. In mezzo altre due novità, Fagioli e Cristante accanto a Barella. Tridente offensiva, con la quarta novità di giornata, l’impiego di El Shaarawy a sinistra, con Chiesa a destra e Scamacca punta centrale. Yakin, tecnico svizzero, si affida al 3-4-3, con Embolo terminale offensivo, Vargas e Rieder a supporto. In mezzo Ndoye, Xhaka, Freuler, Aebischer. Dietro, davanti all’interista Sommer, operano Schar, Akanji e Ricardo Rodrigue. A Berlino, fischia il polacco Marciniak.

Poca Italia, sblocca Freuler Troppo brutta l’Italia del primo tempo. Gli azzurri passeggiano sul prato di Berlino, di conytro la Svizzera corre, e la velocità dell’azione è sicuramente amplificata dal poco fiato azzurro. All’intervallo è 1-0 per gli svizzeri, in gol grazie all’atalantino Remo Freuler, bravo ad addomesticare un pallone in area, e di prima intenzione colpire Donnarumma, il migliore tra gli azzurri. Poca sostanza nella manovra italiana, palla che scotta, azione lenta e prevedibile, manovra farraginosa. Più che una squadra di calcio, sembrano undici sbandati reclutati per la partita di calcetto sotto casa. Troppo spazio tra i reparti, l’Italia fatica a trovare geometrie, la Svizzera è padrona del campo. Prima del gol era stato Donnarumma a salvare lo svantaggio chiudendo su Embolo, e lo stesso portiere azzurro, ha salvato il raddoppio allo scadere su una punizione di Rieder. Troppa Svizzera per una piccola Italia. I stessi male patiti nel corso del girone, stasera acuiti dalla bravura degli elvetici di mettere a nudo tutti i nostri difetti.

Raddoppia Vargas Spalletti gioca la carta Zaccagni al posto di El Shaarawy, ma lo spartito è sempre lo stesso. Anzi. Passano appena sessanta secondi e la Svizzera trova il comodo 2-0 con Vargas che controlla un pallone appena dentro l’area, prende la mira e lascia partire una conclusione che muore all’incrocio. Spalletti prova con i cambi, inserendo prima Retegui per Barella, poi Pellegrini per Cristante. Ma la musica non cambia, il pallone scotta, l’Italia non sa pressare, non riesce a portare a casa tre passaggi di fila e la Svizzera va a nozze con le nostre sbavature. Dentro anche Frattesi per Fagioli ad una manciata di minuti dalla fine. Che arriva impietosa. Festeggia la Svizzera e vola ai quarti, noi a casa a testa bassa. Non abbiamo fatto assolutamente nulla per meritarci il quarto di finale. La Svizzera sì. Giusto così.

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