Marco Grande
Tra Frosinone e Lecce, vince a paura. Allo Stirpe finisce 1-1 tra la banda di Di Francesco e quelli di D’Aversa. Tanti rimpianti per i padroni di casa, che dominano in lungo e in largo la sfida, prima di regalare agli ospiti il gol del pareggio. Il match è aperto dalla rete di Cheddira, sul finire del primo tempo. Nella ripresa, invece, è un’autorete di Cerofolini a decretare il pari finale.
Sblocca Cheddira C’è il pubblico delle grandi occasioni allo Stirpe, che registra il tutto esaurito. Pieno anche il settore ospiti, pronto a sostenere quelli di D’Aversa in una sfida salvezza infuocata già dal pre-partita. Fischio d’inizio e partenza shock per i ciociari che, dopo appena un minuto, devono fare a meno di Harroui, out per infortunio. Il Frosinone, però, non demorde e prova a dettare le regole da subito. Prima Cheddira trova un attento Falcone a deviare il suo destro in corner, poi Zortea incute terrore con un cross in area sul quale, però, nessuno si fa trovare pronto. Sono quelli di Di Francesco a fare densità nella metà campo avversaria, col Lecce, al contrario, che prova alcuni strappi con i suoi uomini cardine, come il zambiano Banda. Il primo (ed unico) squillo dei pugliesi avviene alla mezz’ora. Krstovic chiama ed un provvidenziale Cerofolini risponde, mandando in corner. Si lamentano molto i ciociari, però, visto che l’azione d’attacco è dettata da un presunto fallo ai danni dei laziali, non segnalato dal direttore di gara. La scossa non intimorisce i padroni di casa, che tentano ancora con Reinier da fuori, ma Falcone fa sua la sfera. Il primo tempo prosegue con un copione ben delineeato: la gara la fa il Frosinone, ma le vie sono spesso bloccate. Ma è proprio quando sembra che il primo tempo cali a reti bianche, che il Frosinone trova il graffio vincente. Il segno è quello di Walid Cheddira, sul gong del primo parziale. Sugli sviluppi di corner, il marocchino deposita in rete, in mischia, per il vantaggio ciociaro. Uno a zero e fine dei giochi sul primo tempo. Vantaggio meritato, quello del Frosinone. Che è sceso in campo sapendo quello che vuole: la vittoria.
Il Lecce la riprende I ciociari approcciano al parziale con la stessa intensità e con le medesime convinzioni del primo tempo, ma verso il quarto d’ora si fanno male da soli. Zortea effettua un retropassaggio da brividi, sul quale si avventa Krstovic. Cerofolini è in ritardo e non può nulla, se non falciare l’attaccante leccese. Per Guida, è calcio di rigore. Dal dischetto si presenta Rafia, che si fa ipnotizzare da Cerofolini. Battuta irregolare, con due gialloblù in area prima del tiro. Per il secondo tentativo, c’è Krstovic, che sbaglia colpendo il palo, con palla che tocca la spalla di Cerofolini e finisce in rete. Autorete del portiere di Arezzo e uno a uno. Il Frosinone non ci sta e reagisce nell’immediato. Lo fa con Gelli: gran botta del centrocampista nell’area che fa tremare i legni difesi da Falcone. I ciociari si preparano all’assedio e reclamano ancora con il direttore di gara per un presunto fallo di mano. Si prosegue. Il Lecce si rende pericoloso soltanto quando il Frosinone pecca d’ingenuità. Come quando Piccoli approfitta di un’indecisione tra Okoli e Cerofolini, depositando però fuori di testa. Nel finale, è il Frosinone il più attivo. Prima Kajo Jorge si addormenta in area, poi Seck calcia e fa la barba al palo. Dopo sette minuti di recupero, in cui il Frosinone assedia i pali di Falcone, arriva il triplice fischio. Finisce uno a uno. Malissimo il Frosinone, che domina in lungo e in largo, ma perde due punti d’oro nella corsa salvezza. Ai pugliesi di D’Aversa, invece, va il merito di aver scartato il regalo che la banda di Di Francesco gli ha fatto trovare pronto. I ciociari salgono a quota ventiquattro, i pugliesi a venticinque. Un punticino in più che però, oggettivamente, serve a poco o a nulla.





