Europa League, la Roma sfida il Servette. Mourinho ne cambia quattro

Nella foto: Josè Mourinho (foto Gino Mancini)

Sette partite in tre settimane, con la Roma attesa domani sera all’Olimpico dalla sfida contro il Servette. Servirà molta attenzione. “È una situazione in cui non ci possiamo nascondere – le parole di Mourinho in conferenza -. È un problema reale per tutte le squadre che giocano in Europa. Si sta parlando tantissimo anche in altri Paesi. Ovviamente faremo qualche cambio. Ho già detto che Dybala sarà in panchina e non solo lui, 2-3-4 giocatori riposeranno, però vogliamo vincere la partita e per questo non sarà un turnover totale”. 

Per il tecnico, seconda partita da squalificato in Europa. “Ho fiducia nei giocatori e nello staff, non stare in panchina può avere un piccolo impatto, dipende anche da come evolve la partita. Abbiamo vinto e perso con me in tribuna, non fa grande differenza. Dopo la gara con l’Empoli ho detto che con un altro allenatore in panchina l’avrebbero fatta passare come una partita dell’altro mondo, con noi invece è passata come pura normalità vincere 7-0. Nell’ultima partita abbiamo vinto ma il nostro lavoro non cambia perché il giorno dopo abbiamo messo la testa su tutto quello che abbiamo fatto bene e su quello che dobbiamo migliorare. Non tutto è stato perfetto, ci siamo messi a lavorare su ogni aspetto negativo. Oggi abbiamo preparato la fase difensiva, così da arrivare alla partita di domani senza dubbi”.

Peso tutto sulle spalle della Roma contro un avversario sulla carte inferiore. “La responsabilità è dalla nostra parte, ma bisogna rispettarli perché hanno un buon allenatore. Sono organizzati, cambierò solo tre o quattro giocatori per il rispetto che ho nei loro confronti. Ma spero tornino a casa con zero punti”.

Dopo due finali in due anni, l’obiettivo anche stavolta sarà la terza finale. Mourinho frena.
“L’anno scorso siamo arrivati in fondo giocando due partite in più con una squadra che arrivava dalla Champions. L’obiettivo è sicuramente il primo posto, ma andiamo avanti passo dopo passo, ci sono squadre di alto livello. Se guardi le squadre in Champions puoi già pensare che arriverà qualche squalo. Sempre stato difficile, prematuro parlare e guardare troppo in fondo. Intanto qualifichiamoci, se possibile da primi”.

Sulla formazione annuncia tre/quattro cambi. Bove ci sarà. “Lasciatemi prendere dei meriti, ne avrò anche il diritto. Devi ricordarti chi l’ha creato Bove, quando sono arrivato qui andava in prestito in una squadra di C. Fammi prendere un po’ di credito. Ragazzo sano con nessun precedente clinico e che lavora perfettamente anche quando non gioca. E domani vi dico che gioca. Lui lavora sempre allo stesso modo, questi minuti a quest’età fanno la differenza, gioca con responsabilità. Sono orgoglioso in due anni di avergli una data una possibilità che lui ha dimostrato di meritare”.

Fari puntati su Paredes, che in fase offensiva regala tanto alla Roma. “Leo è un prodotto finito come giocatore. Non è un ragazzino in evoluzione, è maturo, in fase offensiva mi è sempre piaciuto e adesso che lavoro con lui dico che amo il suo modo di giocare. La squadra con lui ha sempre il possesso palla in più rispetto all’avversario, dà una connessione importante tra i difensori e la parte offensiva. Senza palla è come noi, non molto veloce, con una transizione poco veloce. Quello che possiamo fare è cercare equilibri perché così annulliamo questo problema. Nell’ultima partita mi è piaciuto quest’equilibrio che ci ha permesso di gestire la partita, abbiamo rischiato solo su una profondità dell’attaccante del Frosinone. Ma quello è stato un problema dei difensori, non del centrocampo. Sono d’accordo, mi piace tantissimo Matic, mi piace tanto Paredes come giocatore e in fase offensiva lo amo”.

Calcio d’inizio all’Olimpico, domani alle ore 21.


Nella foto:giochi d’acqua per Josè Mourinho (Foto Gino Mancini)
Nella foto: Dybala, Lukaku, Paredes, allenamento di rifinitura (Foto Gino Mancini)
Nella foto: allenamento di rifinitura per la Roma (Foto Gino Mancini)