Armando De Paolis
Torna il campionato dopo la nefasta parentesi della Nazionale e per la capolista Inter, c’è l’impegno di San Siro contro la Roma che anticipa la trasferta di Como. Manco a dirlo, crocevia sulla strada dello scudetto. Cristian Chivu alla vigilia, mette le mani avanti. “Sappiamo tutti la loro forza, di un allenatore che in poco tempo ha imposto la sua identità oltre ogni aspettativa. Mancano otto partite, per noi la prossima è la più importante: dobbiamo trovare convinzione e intensità, accettare quello che la Roma ti propone in campo. Bisogna avere coraggio e l’ambizione giusta per portare a buon fine una gara complicata”.
Complicata quanto si vuole, ma un vantaggio da difendere a denti stretti. “I risultati fanno parte di questa maratona che è il campionato, c’è stato un ritmo molto buono. Certi drammi per un pareggio si fanno solo con l’Inter, non con altre squadre. E’ ovvio che volevamo di più, però ci prendiamo quello che abbiamo meritato fino a ora. Siamo primi in classifica, siamo riusciti a essere competitivi e questo è ciò che per me conta. La notizia è che torna Lautaro, ma a livello individuale ogni giocatore è indispensabile, Lautaro come Luis Henrique e Diouf. Ognuno sa l’apporto che può e deve dare e quanto è importante avere tutti pronti mentalmente e fisicamente”.
C’è poi il flop della Nazionale, e Chivu alza subito l’attenzione. “La colpa per la Nazionale non è sicuramente dei giocatori dell’Inter: noi avevamo 5 convocati e non è colpa loro. Anzi per noi è un orgoglio averli nella nostra squadra: cercano di regalare qualcosa di importante al calcio. Poi si può perdere o vincere, si dà sempre il meglio per il nostro dovere. A Esposito ho domandato se avesse chiesto lui di battere il rigore, e mi è bastata la sua risposta, era sì. Prendersi la responsabilità a un’età molto giovane con l’importanza di quella partita, basta quello: di rigori se ne sbagliano e ne sbaglierà, ma l’importante è che ha avuto il coraggio di metterci la faccia. E’ un buon segno anche per noi e per la Nazionale il fatto che lui se l’è presa. Quanto a Bastoni, in questo momento è dispiaciuto per l’accaduto ma è contento del fatto che ha ricevuto il sostegno dei compagni: la faccia l’ha messa, in un momento di difficoltà si è presentato con quello che aveva per rappresentare un Paese e portare a buon fine il suo sogno. Nonostante le condizioni in cui era in quel momento ha dato la disponibilità: per me da uomo che capisce certe dinamiche e sa cosa vuol dire dieci giorni di stampelle vale tanto. Ci ha messo la faccia e si è preso la responsabilità: quello che conta è quello che ricevi, l’amore e la stima dei compagni perché sanno che la faccia l’hai messa. Ho parlato prima di qualità umane e di valori: il gruppo ne ha, ha imparato dagli errori del passato. Quello che conta è quello che siamo diventati e abbiamo sempre alzato la testa mettendoci sempre la faccia. La faccia l’hanno sempre messa e accettano ogni critica nei momenti di difficoltà: consapevoli del fatto che di riconoscenza nel calcio ce n’è poca, si punta sempre il dito e si cerca qualcosa che non ha a che fare coi suoi valori. L’ha fatto lui e lo fanno anche gli altri: hanno imparato dal passato e si troveranno pronti nel finale di stagione. Il suo futuro? Io devo dargli serenità, fiducia come a tutti gli altri: non posso controllare il suo futuro e quello che vorrebbe fare. Io so che è contentissimo di far parte della nostra squadra e che da quando è qui ha sempre messo la faccia e dato il 100%. Non serve che dica cos’è lui, starà a lui decidere il suo futuro così come ognuno deve essere responsabile delle sue decisioni. Ma finché è qua io sono convinto che darà più del 100% per noi, che sia per due mesi o due anni io non posso condizionare le sue scelte. Sarei felice se lui rimanesse e se io rimarrò perché le incertezze nel calcio sono queste. Deciderà lui e l’ha dimostrato che è vaccinato e sa prendere decisioni giuste: il calcio mondiale si godrà sempre un giocatore di alta qualità”.
Insomma, Chivu ha in mano l’Inter e l’Inter vuole dimostrarlo domani. “I miei calciatoriu hanno imparato che far parte di una squadra di calcio ogni tanto vuol dire cadere, ma quello che conta è la reazione, il carattere e il rispetto di una società che rappresentano, così come l’amore dei tifosi. Lo sanno anche loro che le delusioni fanno parte del gioco, è lo sport e bisogna accettarlo. Non sono preoccupato, in questi otto mesi me l’hanno fatto vedere che abbiamo con uomini che hanno valori, qualità e molte certezze nel gruppo”.





