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Due a zero all’Atalanta: il Milan mette le mani sullo scudetto

Nella foto: Leao festeggiato da Florenzi (foto Matteo Gribaudi/Image Sport)

Paolo Dani

Da una parte la voglia di scudetto, dall’altra la necessità di fare punti per l’Europa League. Alla fine la spunta meritatamente il Milan che batte nettamente l’Atalanta e mette dentro tre punti pesantissimi in chiave scudetto. Rossoneri a +5 sull’Inter impegnata tra poco in casa del pericolante Cagliari. Se Inzaghi non vince, il titolo è matematico fin da stasera. Al Meazza finisce 2-0 per la capolista: decidono i gol, nella ripresa, di Leao e Theo Hermandez. Male l’Atalanta che rimane ottava e rischia di ritrovarsi senza una competizione europea da giocare.

Le scelte

Pioli non cambia e conferma il Milan vittorioso a Verona. Al centro della difesa Tomori e Kalulu davanti a Maignan, Calabria e Theo Hernandez sugli esterni. In mezzo la qualità di Tonali e Kessié. Saelemaekers, Krunic e Leao alle spalle di Giroud. Gasperini tiene Zapata in panchina: Dea con il 3-4-2-1. Musso tra i pali, dietro De Roon Djimsiti e Palomino, a centrocampo Pessina e Freuler con Hateboer e Zappacosta sulle fasce, Pasalic e Koopmeiners alle spalle di Muriel. Solo panchina per Demiral e Malinovskyi, oltre che per Zapata.

Zero emozioni in avvio

San Siro rossonera è uno spettacolo, quello che manca in campo tra Milan e Atalanta in un primo tempo bloccato e avaro di emozioni. Sugli spalti il Milan è già campione d’Italia, in campo i rossoneri faticano contro la Dea di Gasperini che la partita l’ha preparata bene. Tanto equilibrio, spazi per battere a rete ridotti. All’intervallo è ancora 0-0. In tutto appena tre tiri in porta: velleitario Krunic in avvio, poi si ferma Muriel, ma resta in campo e costruisce l’occasione migliore della prima frazione con una conclusione da fuori, Maignan c’è. Poi è Saelemaekers a provarci, ma la conclusione è facilmente leggibile da Musso. Ci prova anche Zappacosta, palla fuori di poco. Nel finale proteste rossonere per un contatto tra Djimsiti e Giroud con il francese che termina a terra. Orsato vede bene perché il fallo si materializza fuori area, si avvale del Var e conferma la decisione e ammonisce il francese. 

La sblocca Leao

Partenza lanciata dei rossoneri in avvio di ripresa. Fuori Giroud e Saelemaekers, dentro Rebic e Messias, mentre Gasperini inserisce Zapata e Malinovskyi  al posto di Muriel e Pasalic. E un minuto dopo il doppio cambio, rossoneri avanti. E’ Leao a far esplodere San Siro. Kalulu apre per Messias che manda al bar Koopmeiners e serve in velocità il portoghese che batte imparabilmente Musso. Esplode San Siro, protesta l’Atalanta, Orsato dice che è tutto buono dopo il silent check del Var. Fuori anche Tonali, dentro Bennacer nel Milan. L’Atalanta prova a scuotersi con Zapata, palla larga di poco su l’incornata del colombiano.

La chiude Theo: rossoneri verso il titolo

E’ un Milan che gioca sulle ali dell’entusiasmo con San Siro che soffia alle spalle. L’Atalanta ci prova ma timidamente. Il Milan vuole chiuderla e lo fa con una giocata pazzesca di Theo Hernandez che si fa tutto il campo palla al piede, mette in ginocchio l’intera difesa nerazzurra, entra in area e col mancino fredda Musso: 2-0. San Siro è una bolgia. Il Milan corre, per non poca non firma il tris, bravo Musso a chiudere su Rebic. Zapata prova a tenere su i suoi, Maignan si salva in angolo. C’è anche il check del Var ma non è rigore. Rimane 2-0 col Milan impegnato a controllare il doppio vantaggio. L’Atalanta ci prova solo per orgoglio, ma non basta. Vince il Milan, meritatamente: vola a +5 sull’Inter che tra poco scende in campo a Cagliari. Se i nerazzurri non vincono, è scudetto matematico per Pioli. 

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