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Lascia o raddoppia

Salvatore Savino*

Finalmente la pratica delle nazionali, almeno per qualche mese, viene messa in archivio.

Se ne riparlera’ a marzo, quando , attraverso i playoff, sapremo se la nazionale italiana andra’ ai mondiali in Qatar. Se le prestazioni saranno come quelle con Svizzera ed Irlanda del Nord, ci sono fondate possibilità che si guardino in televisione…

Rientriamo in quello che é il nostro percorso, quello del campionato. Domenica é sicuramente un crocevia importante, una partita fondamentale per proseguire il cammino verso il traguardo finale che tutti auspichiamo. In realtà, chi ha tutto da perdere é l’Inter. La compagine ambrosiana infatti, perdendo lo scontro con gli azzurri, dovrebbe probabilmente abbandonare ogni sogno di gloria riguardo al campionato . Il Napoli, dal canto suo, vincendo il match, creerebbe un divario importante con la inseguitrice più credibile, riducendo il nemico ad una sola unità, quel Milan che, al pari dei partenopei, sembra avere una marcia inarrestabile o quasi.

Quello su cui volevo focalizzare oggi l’attenzione é paradossalmente proprio l’apparente superficialità con cui si sta approcciando questa partita. Negli ultimi giorni si parla del contratto di Insigne, delle voglie ambiziose di Lozano, della scelta sul rinnovo di Ospina, della Coppa d’Africa tra due mesi, e poco ci manca che si intavoli un discorso sulla diatriba, ormai prossima, tra fautori del Presepe e amanti dell’albero di Natale. Ora, che qiesta possa essere da parte di qualcuno una “strategia della distrazione “, è argomento di discussione, .ma a noi interessa il fatto in sé, e non , in questo momento, la sua origine. Ripensando alle situazioni di un recente passato, mi tornano alla mente alcuni episodi salienti, momenti nei quali, vicinissimi all’obiettivo, il Napoli é venuto meno, si é mollemente arreso, davanti alle ingiustizie palesi, ma anche per non aver saputo affrontare la situazione con il piglio giusto. Questo non deve accadere più, e soprattutto non deve accadere domenica. Anche il campo di San Siro, contro l’Inter, ci ha visto talvolta subire decisioni avverse, la clamorosa rimonta dell’Inter in dieci nel 1971, il gol fantasma nella nebbia del 1975, ma anche vittorie bellissime e gol memorabili, come quello di Careca o lo stop e tiro in area di Maradona, del quale Zenga disse che lo aveva guardato negli occhi prima di tirare. Questi però sono ricordi, ora la massima attenzione deve essere sulla partita di domenica. Spalletti ha riavuto in pratica i suoi calciatori da poche ore, ma di certo avrà studiato e preparato, con il suo ottimo staff, qualche novità da opporre all’avversario nerazzurro.

Non credo cambieranno gli uomini, soprattutto i perni della squadra, ma vorrei vedere una squadra tonica, aggressiva, non sfrontata ma sicura di sé, autorevole, una capolista con numeri da capogiro.

Oggi il Napoli é davanti ad una scelta fondamentale per il suo destino: osare e staccarsi verso la vittoria, o essere tremebondo e lasciarsi risucchiare indietro.

Il 19 novembre del 1955, debutta, nella nascente televisione, ” Lascia o raddoppia? “. Il Napoli deve scegliere, adesso, se ha la forza di rischiare, di puntare al traguardo piu ambizioso.

Il nostro grande Toto’, nel film “Totò lascia o raddoppia “, nei panni del Duca della forcoletta, dice una frase che puo’ essere di sprone per gli azzurri : ” vit, vit, marsch, alé , che sarebbe 

” Facimme ampresso ” in napoletano “.

Come sempre, stiamo uniti, insieme, vicini alla squadra, facciamo risuonare i nostri cori a San Siro, salutiamo con rispetto la Madonnina ma portiamoci i tre punti a casa, e continuiamo, con il cuore che palpita, a credere nel sogno tricolore..

*Scrittore, tifoso del Napoli

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