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Verso Italia-Bulgaria. Jorginho: “Tutti vorranno batterci, ma teniamo la guardia alta”

Nella foto: Jorginho (Foto Gino Mancini)

E’ stato innegabilmente il suo anno: campione d’Europa con i Chelsea e poi campione d’Europa con la nazionale italiana, oltre ad aver vinto la supercoppa europea sempre con i Blues. Oggi a Coverciano, a meno due da Italia-Bulgaria, in conferenza è toccato alla stella del Chelsea. Ma prima ancora, è stato presentato il progetto della Fondazione LAPS con Lapo Elkann, il presidente Gabriele Gravina e il ct Roberto Mancini: “Quando ci sono atti di solidarietà Lapo Elkann è sempre in prima fila. Grazie a lui per quello che fa e il fatto che ci abbia dato la possibilità di poterlo aiutare è molto bello, siamo felici di questo”, ha detto Mancini. 

Rotti gli indugi, parola a Jorginho, serio candidato al Pallone d’Oro. “Lascio parlare voi, cerco di vivere il momento. Manca ancora qualche mese per quella decisione e io penso al presente, voglio godermi questo momento con chi ho attorno. Vedremo cosa succederà…”.

Si riparte dalla Bulgaria nella corsa a Qatar 2022. E non sarà facile. “Ora arriva il difficile, l’Italia non è più una sorpresa. E’ nel posto in cui merita di essere e tutti coloro che verranno a giocare contro di noi lo faranno in maniera diversa. Noi dopo quello che abbiamo fatto siamo felici, ma dobbiamo sempre rimanere umili. Appena abbassi la guardia arrivano le brutte notizie e noi non vogliamo, cercheremo di rimanere umili”.

Un pensiero sull’europeo e sulle gare che più gli sono rimaste dentro. Ma Jorginho guarda lontano.
“Per me ogni vittoria è speciale, parlare solo di un successo non è giusto. Ogni vittoria mi ha dato qualcosa e ogni trofeo è davvero una gioia incredibile. Io il migliore nel mio ruolo? Quindi non mi pento di aver fatto questo ruolo… Anzi, sinceramente non l’ho scelto io perché a 13 anni era più un trequartista mentre allora il tecnico che avevo in Brasile mi mise in quel ruolo. E da quel momento in poi ho iniziato a guardare Pirlo e Xavi: ho abbracciato ciò che mi ha detto questo allenatore e sono davvero molto felice”. 

La vittoria dell’europeo fa cambiare anche il pensiero dell’Italia. “Per le caratteristiche che abbiamo in squadra il mister ha cambiato modo di giocare e il messaggio non è stato mandato solo all’estero ma anche agli italiani, che credo si siano divertiti a guardare le nostre partite. Poi le altre squadre ci guardano e provano a batterci, noi continueremo a lavorare come sempre fatto. Andare via dall’Italia, personalmente, ha aggiunto qualcosa nella mia crescita. Credo alla fine sia stata una cosa positiva”. 

Per lui un ritorno a Londra da…leone, proprio dopo la vittoria sugli inglesi. “Io l’ho vissuto benissimo, loro lo hanno vissuto meno bene (ride, ndr)… Mi hanno accolto bene e menomale che abbiamo vinto, così non hanno potuto prendermi in giro loro. Poi però non c’è stato troppo tempo, col Chelsea avevamo subito un’altra finale ma mi sono goduto questo piccolo periodo”. 

Sul possibile erede, sorride e poi la butta là…”Ci devo pensare… magari Tonali? Ora i bimbi stanno crescendo giocando più a due in mezzo al campo e non c’è più l’insegnamento di una volta. Imparare poi da grande fai più fatica”. 

Verso il mondiale dove ci sarà un Brasile sicuro protagonista. Sulla distanza tra Italia e Brasile, fa spallucce. “Lasciamogli dire che siamo tanto indietro, che magari è stata fortuna la vittoria dell’Europeo. Ora è difficile rimanere all’ombra per quanto fatto ma dobbiamo restare umili. Abbiamo mostrato un grande calcio e per continuare a fare quel lavoro dobbiamo andare avanti con fame e umiltà”.

Giovedì la Bulgaria, avversario scomodo. Per lui invece i complimenti di Pelè. “Dobbiamo stare attenti alla Bulgaria, anche loro hanno delle armi e non dobbiamo farci sorprendere. E’ una Nazionale con potenza, in contropiede può farci male e dobbiamo fare attenzione. Su Pelè, sono rimasto un po’ sorpreso sinceramente, la prima reazione è stata wow… Tutto quello che mi sta succedendo è un po’ surreale per me, mi ha fatto davvero molto piacere”. 

Gli obiettivi sono tanti. “Quello prossimo è battere la Bulgaria. Non bisogna guardare lontano ma la prossima partita, l’obiettivo è battere la Bulgaria, poi la Svizzera e la Lituania. Una cosa alla volta e alla fine si fanno i conti”.

Sul fatto di rimanere a vita al Chelsea…” Sul contratto dico che non ho avuto alcuna offerta e adesso non ci penso nemmeno, sinceramente. Però a 29 anni mi parlate già di finire la carriera ma io voglio giocare fino a 40… (ride, ndr). Se mi fanno un contratto di dieci anni allora si…”.

Infine Tuchel e Mancini, tecnici molto simili. “Sinceramente ci sono tante somiglianze, ci chiedono cose abbastanza simili e forse per questo mi trovo molto bene con tutti e due. Sarri? Per me non è una sorpresa, sono molto felice per lui. Ha vinto 6-1 l’ultima gara di campionato e credo che Immobile si divertirà molto quest’anno”.

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