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Verso Italia-Spagna. Luis Enrique: “Nessuna rivincita. Vincere è una grande occasione”

Nella Foto : LUIS ENRIQUE (Foto Gino Mancini)

Massimo Ciccognani

LONDRA Vigilia in casa Spagna con Luis Enrique che guarda fiero al cammino dei suoi. Nessun problema a livello di infermeria, come conferma il ct iberico.  “Laporte non si è allenato ieri ma ha semplicemente recuperato. Ha preferito recuperare, ma sono tutti a disposizione. Sarabia no, non ha fatto questa trasferta. Tutti stanno bene, poi tutti vogliono essere in campo domani sera”.

Quella di domani è partita fondamentale. Chi vince vola in finale. “Voglio dar valore a questo passaggio del turno. E’ impossibile sottovalutare l’occasione, non siamo esperti in quanto Nazionale, Essere in semifinale e come lo abbiamo fatto… Ora la gara di domani è una grande occasione, i giocatori avranno tempo per pensare alla partita. Davanti c’è un grande obiettivo e dovremo essere al cento per cento”.

Di contro un’Italia poco… italiana. “E’ un argomento fondamentale, siamo tra i leader come possesso ma anche loro vogliono dominare il gioco. E’ la prima battaglia da vincere in campo, loro sono bravi anche in non possesso e lo si è visto durante il torneo. Si trovano a loro agio con la palla, se dovessimo fare un altro gioco potremmo adattarci ma preferiremmo avere più possesso palla”.

Delusa da Russia 2018, la Spagna ha fame di vittorie. “Non parlerei di fame ma di un gruppo che ha dimostrato voglia di far parte dell’undici di partenza. Non so se sia fame ma è un buon approccio, ogni buona squadra ha questa caratteristica. Dovremo limare i nostri difetti per creare un buono spirito di gruppo. La fame è sinonimo di voglia di fare qualcosa di importante. Abbiamo fatto un buon percorso. Ho sempre sentito supporto da parte della dirigenza, è un piacere poter rappresentare la Spagna in quanto ct come è stato in quanto giocatore. Ho un contratto fino alla fine del Mondiale, sento il supporto di tutti. Spetta agli altri giudicare il mio operato, sono tranquillo sul mio lavoro, cerco di dare sempre il 100%, sono circondato da ottimi professionisti, ho questa fortuna”.

Una rosa completamente rivisitata. “C’è stato ricambio di giocatori che cambiano a prescindere da nome e società per le quali giocano. E’ sempre quel che ho provato a fare da quando sono ct della Nazionale spagnola. Io leader? Sono un leader ma non scendo in campo, quelli importanti per le vittorie sono i ragazzi che giocano, che scendono in campo. Ce ne sono tanti in gruppo, la difficoltà è pressare, fare gol, stare attenti ai movimenti degli avversari e abbiamo tanti giocatori che sanno fare queste cose. Se dovessimo andare in finale sarebbe per merito loro”.

Davanti troverà una coppia di difensori tra le migliori in circolazione come Bonucci e Chiellini. “Sono due giocatori importanti, con esperienza, ma non scelgo l’undici in base a chi gioca di loro. Sono concentrato su cosa facciamo noi in campo. E’ chiaro, mi piacerebbe che ci fosse Leonardo Spinazzola ma più giocatori bravi ci sono in campo e meglio è per il calcio in generale”.

Wembley senza tifosi di Italia e Spagna. “L’Inghilterra potrebbe arrivare in finale e ci sarebbero tanti tifosi inglesi allo stadio. A prescindere da questi fattori è una situazione particolare, spero ci siano tifosi sia italiani e spagnoli allo stadio più che inglesi. Non possiamo gestire questa situazione ma non disperdiamo troppe energie a parlarne”.

Nessuna rivincita con il calcio italiano dopo l’esperienza, non brillante, alla Roma. “Sono andato via per una mia decisione, la Roma voleva che rimanessi in società. E’ stata una mia decisione, non c’è rivincita. L’Italia è un paese che mi piace tanto, cerco sempre di visitarla: è bello giocare contro l’Italia, ci giocheremo anche a ottobre, in Nations League. Per me è sempre un piacere. Dieci anni fa eravamo più giovani ma cercavo di fare calcio propositivo allora e ora altrettanto, è la mia identità. Se domani vinciamo sarà una grande cosa per noi ma se dovesse farlo l’Italia, in modo giusto, tiferò per l’Italia in finale”.

In Azzurro troverà un vecchio alleato quale Daniele De Rossi. “L’ho sentito due-tre settimane fa al telefono, sarò contento di salutarlo di nuovo”.

Dalla gomitata di Tassotti sono trimasti solo i ricordi, ma niente ruggini. “Ma no, è passato tanto tempo, ho anche parlato con Mauro a volte durante gli anni. Questo fa parte del passato, della nostra storia calcistica”.

Partita che si deciderà un mezzo al campo e sugli esterni. “Tutte le Nazionali tendono ad avere tanti giocatori in mezzo e a dare spazio sugli esterni ma vale per tutti, per qualsiasi gara a eliminazione diretta. Sfrutteremo il gioco collettivo per dare ampiezza e creare problemi all’Italia ma il corridoio centrale è il percorso più veloce per arrivare in porta… L’importante sarà gestire bene il possesso palla e stancare gli avversari”.

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