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Raspadori racconta la sua Italia: “Una favola, un punto di partenza”

Nella foto: Giacomo Raspadori (Credits GETTY IMAGES for FIGC)

E adesso rotta su Londra, il primo scalo a Wembley sabato prossimo per l’ottavo di finale contro l’Austria. Nazionale al lavoro a Coverciano, mentre in conferenza è arrivato Giacomo Raspadori, l’ultimo arrivato in casa Italia. “Dobbiamo dare continuità di risultati, di attegiamento, di entusiasmo, per arrivare dove vogliamo arrivare. E’ una favola che stiamo vivendo, soprattutto la mia. In appena 4 mesi è successo di tutto. La mia forza è stata quella di avere equilibrio prima. Sono stato lo stesso ragazzo di prima. E’ questa la cosa più importante di quello che mi accade: l’equilibrio, la gestione delle emozioni. Sono consapevole che è un punto di partenza, non di arrivo. La mattina qui studio e il pomeriggio gioco alla Playstation”.

Sabato c’è l’Austria di Alaba. “Siamo contenti di aver passato il turno e per quello che abbiao fatto nell’intero girone. L’Austria è una squadra tosta,  forte e organizzata, ci dobbiamo far trovare pronti, concentrarci su di noi e il resto verrà”.

E’ il più piccolo del gruppo, il 2006 l’ha vissuto davati alla tv. “Ero piccolo ma ricordo tutto. Era un momento magico come quello che vivo adesso. In tutti c’è la stessa passione e la voglia di fare qualcosa di grande insieme. Spero che questo sia un punto di partenza per arrivare al nostro sogno”.

Merito anche di Mancini. “Mi ha fatto sentire subito parte del gruppo, Mancini ci tratta tutti allo stesso modo. Sono stato io che fino a qualche mese fa vedevo questi come idoli e ora ci sono insieme: è stato più difficile per me che per gli altri inserirsi, mi hanno integrato e accolto benissimo. Certo, quando ci penso, mi chiedo se è tutto vero. Però affronto tutto con equilibrio. La prima cosa che mi è stata detta quando sono stato convocato è che se sono qui è perché me lo sono meritato. Mancini mi ha dato fiducia e coraggio”.

De Zerbi lo ha valorizzato e non smetterà mai di rimarcarlo. “Ha valorizzato le mie caratteristiche, qui in Nazionale il gioco è simile a quello fatto in questi tre anni con lui al Sassuolo. Si gioca molto con la palla, c’è movimento, non ci sono grandi punti di riferimento. Il fatto che io sia qui è perché le mie caratteristiche del gioco e dei miei compagni possono andare d’accordo e dare qualche visione diversa, qualche modo diverso e soluzione in più. Poi vedo Locatelli e Berardi che sono per me due punti di riferimento, due esempi. La favola è iniziata il giorno della chiamata tra i grandi. Non penso al mercato, sono cose che non ritengo importanti. Voglio vivere questo sogno cercando di dare il mio contributo, quel che verrà lo vedremo più avanti”.

Giovani importanti per la crescita del movimento calcistico. “Ho avuto la possibilità di sbagliare, non sono stato accantonato alla prima occasione sbagliata o fallita. Questa Nazionale, con tanti giovani, dimostra che crediamo nei giovani, e dobbiamo essere anche noi giovani a credere in noi stessi. Per fare il salto, per restare nell’ambiente, serve credere nelle tue capacità”.

A Wembley per vedere tanti tifosi italiani. “Li invito a venire. Ci hanno dato tanto, sarà difficile avere lo stesso sostegno di Roma che è stato fantastico, dopo un anno e mezzo così difficile. E’ stato da brividi rivedere tutte le persone, io chiedo di sostenerci come fatto finora. Per noi conta tanto”.

Tornano alla partita di sabato, l’Italia ha sicuramente qualcosa in più. “Abbiamo unità d’intenti, forza di gruppo, che ci ha portato ad avere ottimi risultati. E’ quello che abbiamo più degli altri, è quello che ci può portare fino in fondo. Il mio ruolo? “Sono entrato due volte, una da attaccante centrale a Bologna contro la Repubblica Ceca e all’esordio all’Europeo da esterno. Il mister pensa che possa essere utilizzato in due ruoli, le scelte le fa Mancini, deciderà quello che è meglio”.

Un gol a Wembley, magari… “Sarà emozionante anche solo mettere i piedi in campo, fino a qualche mese fa non avrei mai pensato di arrivare in stadi così, di esser protagonista. E’ un motivo d’orgoglio, voglio godermela al meglio, divertirmi, andare con la testa libera e sperare che vada tutto per il meglio”.

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