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E adesso?

Nella foto: Fonseca (Foto Gino Mancini)

Game over. Perché è impensabile che alla Roma riesca un’impresa ancor più titanica di quella compiuta tre anni fa contro il Barcellona. L’all in, la scommessa di puntare tutto sull’Europa League è disastrosamente naufragata nella notte dell’Old Trafford. Peggio del Titanic. Speravamo con tutto il cuore di non dover più commentare simili “imprese” ma purtroppo la realtà è questa. Al di là delle assenze, della jella che ancora una volta ha presentato il conto sotto forma di infortuni, di un rigore “farlocco”, i limiti dei giallorossi e di Fonseca sono emersi ancora una volta in maniera clamorosa. Per certi versi la partita di Manchester è sembrata la fotocopia di altre gare della stagione. Ricordate Bergamo? Vantaggio di Dzeko dopo tre minuti e crollo nella ripresa con poker dell’Atalanta. Non ha insegnato nulla. Questa è la grande colpa di Fonseca. Senza più cambi, dopo il pareggio dei red devils e addirittura dopo il loro nuovo vantaggio la Roma avrebbe dovuto cercare di limitare i danni, mantenere il risultato, come ha detto Cristante a Sky, per giocarsela al ritorno. E invece la squadra si è sciolta come neve al sole, con errori individuali e collettivi che non si vedono nemmeno all’oratorio. C’è un problema fisico, è evidente. È vero che giocando ogni tre giorni ne risentono gli allenamenti ma sul capitolo infortuni ci sarà da riflettere. A parte Pau Lopez, gli altri due ko della serata sono di tipo muscolare. Per non parlare della condizione mentale: ancora una volta la squadra è rimasta negli spogliatoi e non ha praticamente giocato la ripresa. Ma Fonseca non è certo un motivatore.

Andrea Acali

E adesso? Sono tanti gli interrogativi aperti. È chiaro che l’avventura del portoghese sulla panchina giallorossa è giunta al capolinea. Ma non è l’unico ad avere responsabilità. Gli infortuni muscolari da qualche stagione sono una costante alla quale non si riesce a rimediare: staff medico e preparatori sono sul banco degli accusati tanto quanto l’allenatore. La rosa è quella che è. Un esempio? Con Mancini squalificato e Kumbulla non ancora pronto dopo l’infortunio, Cristante è stato costretto a giocare l’ennesima partita in difesa. Ci fossero stati difensori titolari avrebbe sicuramente fatto più comodo in un centrocampo che aveva bisogno di muscoli e “presenza”. Invece Diawara e Villar, complice il ko di Veretout, si sono fatti impallinare senza pietà dagli inglesi.

Servirà l’ennesima rivoluzione. Ma senza i soldi della Champions (e attenzione, perché è a rischio anche la serie C europea, la Conference) sarà dura allestire una squadra competitiva. I tifosi sono stati sempre vicini alla squadra, la manifestazione d’affetto prima della partenza per Manchester è stata commovente. Non meritavano una prestazione tanto indegna. Dopo l’ennesima stagione buttata il pallino è in mano ai Friedkin. I tifosi, stufi, aspettano fatti concreti.

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