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Napoli, paghi errori da dilettanti

Maurizio Carfizzi*

Un passo avanti e uno indietro: ormai ci siamo abituati al solito clichè di questa squadra, che non riesce mai a dare continuità a un risultato positivo, come quello ottenuto contro il Benevento, non vincendo contro il Sassuolo, ma addirittura rischiando di perdere. Certo, se non ci fosse stato l’errore grave di Manolas, che non succede nei campi dilettantistici del campionato regionale del Molise, forse oggi parleremmo di altro, ma già un pareggio sarebbe stato importante visto come il Sassuolo nel secondo tempo ci ha messo sotto, sfiorando la terza rete per due volte con i legni di Caputo e Berardi.

Eppure, grazie ad Insigne, il Napoli era riuscito a rimanere in gara con il pareggio di Di Lorenzo e poi addirittura in vantaggio con il rigore trasformato dallo stesso capitano. Invece, la follia di Manolas che ha fatto seguito all’errore logico e mentale di Di Lorenzo e Bakayoko che invece di gestire l’ultimo pallone della partita hanno creato le condizioni per il rigore poi concesso a favore del Sassuolo. Da uomo di campo dico che queste situazioni non possono che far andare su tutte le furie un giocatore come Insigne: capisco il suo sfogo, capitato tante volte anche a me prendersela con i compagni di squadra per errori più o meno gravi, ma la responsabilità come sempre è del manico. Gattuso non è esente: non riesce a trasmettere al gruppo quel famoso veleno, la tanto napoletana cazzimma che dovrebbe contraddistinguere una squadra che ha fame di vittorie. Non basta urlare ai giocatori per novanta minuti, non basta parlare nelle sue conferenze inutili richiamando invano i giocatori alla ricerca della cattiveria e del veleno. Tutto quello che è stato da giocatore non lo è da allenatore.

Per questo mi appello ancora una volta a De Laurentiis: basta Gattuso. Comunque vada, seppur ottenendo una qualificazione in Champions che sarebbe miracolosa, al Napoli serve un altro tecnico, un vero allenatore, non un urlatore. Fosse per me lo avrei mandato via dopo il pareggio in casa contro il Torino, ma purtroppo non è andata così. Oggi potrebbe servire un traghettatore, se il giocattolo ( e non me lo auguro) si rompa definitivamente, ma a giugno bisognare ripartire da zero. Il mio nome ce l’ho in testa, si chiama come me… #ForzaNapoliSempre

*Tifoso Napoli, ex calciatore

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