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Segnali di ripresa, a Milano con grande fiducia

Stefano Sale *

11 Febbraio 2018: Roma-Benevento finiva 5-2.  Ricordo bene quella sera, anche se non vidi la partita. Anche in quell’occasione segnò Edin Dzeko. Anche quella sera la Roma mise a segno il quinto gol allo scadere. Ieri Defrel, oggi Perez.  La Roma vince 5-2 anche stavolta con tante analogie appunto.  E complimenti al Benevento. Una squadra che è scesa in campo per giocarsela a viso aperto, senza paura,  capace anche stavolta di dare un gran filo da torcere per almeno 60 minuti. La Roma ha rischiato tanto, poi meno male certi valori sono usciti fuori alla distanza e la partita è stata chiusa felicemente a nostro favore.  Davanti la Roma ha un attacco devastante per chiunque, ma in mezzo e soprattutto dietro sono stati fatti errori grossolani che potevano costarci caro. Però si è visto uno spirito combattivo, si è vista una squadra che sembra unita e che non si squaglia davanti al primo epidodio negativo. Su tutti, Edin Dzeko. Gran prova la sua, unico per come torna dietro ad aiutare,  per come difende la palla e serve assist per i compagni.  E soprattutto è tornato al gol con una bella doppietta.  Pedro è l’altro fuoriclasse. Ancora in gol e decisivo in campo per voglia e mentalità vincente.  Ancora note positive per Mirante che continua ad avere un gran rendimento e dare sicurezza ai compagni.  Para anche un rigore inizialmente, che non succedeva da molto tempo. Poi il gran gol di Carles Perez,  che coi tanti spagnoli è un altro asso nella manica per Fonseca, aspettando Smalling. Eppoi proprio lui, il tecnico.  Tolta la brutta partita col Siviglia non perde una partita sul campo da luglio, anche se tante uscite e prestazioni non hanno del tutto convinto. Ma ha anche molte attenuanti.  La nuova proprietà è a Roma da 2 mesi per continuare a capire, continua a seguire la squadra e tutto quello che ruota intorno alle vicende societarie.  Sul tecnico ci sono ancora tante ombre, finora non è arrivato mai un ‘endorsement’ per una fiducia illimitata, un segnale di continuità. Invece si continua ad andare avanti ad oltranza, sulla falsariga partita per partita. Se si punta ad alzare l’asticella con un Max Allegri per esempio, magari, ma che lo facessero subito.  Sarebbe giusto e meglio per tutti. Ma cosi ad aspettare il primo capitombolo per eventualmente mandare via Fonseca non ha senso.  Nuovo corso, nuovo allenatore e buonanotte.  Ma se questo nuovo corso fosse invece Sarri, allora ci penserei due volte. 

E conferme anche in Europa League. Fonseca rischiatutto.  Formazione ribaltata  con cinque spagnoli in campo più gli innesti di Fazio, JJ e Bruno Peres.  A riposo quasi tutti i titolari in vista della sfida col Milan. Un azzardo. Infatti ci sono poi voluti i cambi per ribaltare una gara che si stava mettendo male.  Ci ha provato Fonseca. La tattica era far riposare i big, nella speranza che le riserve potessero portare a casa il risultato comunque. O perlomeno tirare avanti per almeno un tempo.  E così è poi stato. Ma nonostante Pedro in campo, la Roma nel primo tempo non ha creato e non mai tirato in porta, a parte un’occasione uscita fuori di Carles Perez, il migliore dei suoi. Sembrava un’altra di quelle partite tristi da dimenticare, di quelle snobbate tipo l’anno scorso col Wolfsberger.  Squadra sterile, spuntata, imprecisa e sopratutto mai pericolosa. Ma anche loro non è che avessero fatto chissacchè, non fosse per un rigore ridicolo regalato dall’arbitro.  Pau Lopez si è rivisto e ha fatto buona guardia stavolta, ma parare i rigori non sembra sia un suo punto di forza.  Ma almeno è sembrato più sicuro tra i pali.  Note negative invece per chi non giocava da molto tempo tipo Karsdorp, ieri semplicemente impresentabile.  JJ sembrava un giocatore a fine carriera, mentre Fazio riesce ancora nel gioco aereo ma non con la palla a terra dove non trova più nè tempi nè misure. Villar e Cristante hanno sofferto il pressing avversario in mezzo al campo, specialmente il primo che non l’hai mai presa.  Infine, Mayoral, anche lui insufficiente al debutto. Centravanti di movimento che spazia per cercare le imbucate, non come Dzeko che vuole il pallone sui piedi.  Edin appena entrato ha subito preso le redini del gioco come fanno i grandi campioni.  Cosi anche come Michi, Spinazzola Veretout e anche Pellegrini. Con i cambi la partita ha preso subito un’altra piega.  Ma anche grazie a Kumbulla, che ha retto una difesa in sofferenza segnando poi anche il gol vittoria alla grande. Bruno Peres prestazione senza infamia e senza lode, ma col merito del gol che porta al pareggio su grande imbeccata di Dzeko che gli serve l’assist che lo mette davanti al portiere.  Alla fine, la Roma porta a casa tre punti preziosi sopratutto risparmiando uomini ed energie. Qundi è tutto bene ciò che finisce bene. Lunedì sera a Milano con forze fresche e tante motivazioni per fare una grande partita, stavolta però con i titolari dall’inizio. Col Milan capolista sarà partita vera, un occasione per dare subito un segnale ed un senso alla stagione. Si può! Forza ragazzi.

*Roma Club Dublino, tifoso Roma

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