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Liga nella bufera: ancora incertezze sulla data di ripartenza

 

La Liga Santander è offerta dal Ristorante Angelino, Calle Pedro de Toledo, 4, 29015 Málaga

dal nostro corrispondente

Daniele Orieti

MADRID Il calcio spagnolo sta cercando soluzioni per concludere la stagione 2019-2020 e giocare le restanti undici giornate. Esistite però uno stato  confusionale con molte voci contrastanti tra loro, e soprattutto ognuno, dal Governo, alla Federazione, ai club fino al sindacato dei calciatori, a cercare di spingere verso le proprie necessità. Di certo, per ora, è che lunedì 28 aprile, inizieranno i tamponi per i calciatori, i quali dovranno però firmare una liberatoria personale per sottoporsi ai controlli. I giocatori, tramite il loro sindacato, hanno fatto sapere, di essere preoccupati per la situazione sanitaria, anche perché dovranno convivere tutti insieme nei centri sportivi, senza poter o dover uscire dalle strutture, e avendo anche il coltello dalla parte del manico, vorrebbero prendere tempo e aspettare comunque la decisione finale per il via libera da parte del Ministero della Salute, per tornare ad allenarsi. Itanto c’è attesa per la riunione di venerdì 24 aprile tra giocatori, allenatori di Liga e dì Segunda División e Lega Spagnola. In contrasto con i giocatori, ci sono i Club, che stanno spingendo verso un rientro in campo molto più rapido al fine di concludere questa disgraziata stagione. La crisi economica è gravissima e la richiesta dell’Erte, da parte delle società, in pratica un aiuto economico allo Stato spagnolo, proseguirà fino al termine del 2020. Intanto il governo centrale ha fatto trapelare che si giocherà a porte chiuse fino al 2021, o almeno fino a quando non si troverà un vaccino, e ciò comporterà un ulteriore mancato incasso per i Club e addirittura anche un eventuale rimborso economico per gli abbonati, oltre alla mancata vendita di abbonamenti per la prossima stagione. Una situazione gravissima che addirittura se non si dovesse tornare in campo e concludere il campionato, porterebbe ad una perdita economica di quasi mille milioni di euro: cifre da capogiro che fanno tremare tutte le società.

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