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Emozioni, gol, errori: la Roma non decolla e il Genoa ringrazia. All’Olimpico è 3-3

Paulo Fonseca impartisce ordini ai suoi

Non era l’esordio che aveva sognato. All’Olimpico, contro il Genoa, finisce 3-3 in un condensato di emozioni, gol, ma anche tanti errori, soprattutto in chiave difensiva romanista. A segno Under, Pinamenti, Dzeko, Criscito, Kolarov e Kouamè. Una Roma dai due volti, bella in fase offensiva, totalmente indifesa dalla cintola in giù con troppe smagliature che regalano al Genoa un insperato pareggio.

LE SCELTE Fonseca va avanti col 4-2-3-1. Davanti a Lopez, Fazio e Jesus con Florenzi e Kolarov esterni Florenzi e Kolarov. In mezzo il portoghese premia Cristante e Lorenzo Pellegrini, Zaniolo è il trequartista alle spalle di Edin Dzeko, Under e Kluivert esterni d’attacco. Andreazzoli propone un Genoa molto coperto ma duttile: 3-5-2 che difesa difesa a cinque in fase di non possesso. Radu tra i pali, Romero, Zapata e Criscito dietro, in mezzo Ghiglione, Lerager, Schone, Radovanovic e Barreca, Kuamè e Pinamonti tandem d’attacco.

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SUBITO ROMA I giallorossi partono forte, aggressivi, Genoa attendista pronto a ripartire in controgioco. Ma la Roma fa la partita. Dzeko è ispiratissimo, il migliore dei suoi, fa da sponda, fa a spallate in area, crea spazi, Under è ispirato e in avvio è straripante. Da un suo strappo nasce il vantaggio. Azione personale con il turco che entra da sinistra nelle maglie genoane, evita con due finte Criscito e Zapata prima di lasciar partire un sinistro mortifero che  si insacca all’incrocio. Ancora il turco sulle ali dell’entusiasmo, altro sinistro a incrociare e palla fuori di un nulla. Davanti è una bella Roma, ma in mezzo c’è poco filtro e dietro la difesa alta rischia di essere saltata con facilità dalle folate genoane. Gli uomini di Andreazzoli si riprendono dallo stordimento del gol e in controgioco fanno male. Romero di testa fa da sponda per Pinamonti che scarica dal limite un sinistro velenoso, Pau Lopez è battuto.

SUPER DZEKO La Roma ci mette nulla a ripartire. Si gioca a ritmi altissimi, da una parte e dall’altra. Genoa che si difende con ordine, ma bravo a ripartire appena entrato in possesso palla. Dzeko è ispiratissimo, Radu deve uscire a valanga per deviare in angolo una conclusione sotto misura. Preludio al gol che non nasce da azione corale, ma è una perla del bosniaco che controlla defilato un pallone filtrante di Cristante, fa fuori in dribbling Zapata, Criscito e Ghiglione per poi far partire un gran destro rasoterra che si insacca all’angolino: standing ovation per il bosniaco che ha scelto la Roma. Conte si morde le mani. La Roma affonda, bordata di Florenzi al volo, angora Radu protagonista. Il Genoa, sornione, sa come ripartire. La difesa romanista non è impeccabile, Pinamonti entra in area e Jesus lo stende. Nessun dubbio per Calvarese, rigore che Criscito trasforma: 2-2 al tramonto della prima frazione.

CI PENSA KOLAROV Se davanti la Roma mette paura, dietro lascia decisamente a desiderare. Lenta nelle ripartenze, insicura sugli affondi genoani. Ma la ripresa si apre come era iniziata la prima frazione. In possesso palla la Roma è devastante, Kolarov ci prova con un sinistro a giro meraviglioso. La palla schizza sulla traversa e rimbalza oltre la linea. La Goal Technology Line dice che è gol e Roma di niuova avanti. Le ragioni di Fonseca trovano applicazione in campo. La Roma, per essere prorompente, deve tenere il più possibile il pallone. Bravi i giallorossi a giocare corti e andare subito alla ricerca del recupero palla per evitare di offrire agli avversari il destro per offendere. Evidente la necessità di prendere immediatamente un centrale di grande qualità e affidamento. Petrachi ci sta lavorando perché dietro corre troppi rischi. E sabato c’è il derby contro una Lazio partita alla grande a Marassi contro la Samp con Immobile e Correa in grandissimo spolvero. Roma avvisata.

DI NUOVO GENOA Dentro Mancini che sta lavorando sodo per metabolizzare il cambio di modulo, dalla difesa  tre  a quella a quattro, e fuori Jesus, non impeccabile, visto che oltre a provocare il rigore del 2-2, si è macchiato di errori lampanti. Il nodo di questa Roma è la difesa visto che il Genoa, ogni volta che affonda fa male. Kouamé firma così il pari colpendo indisturbato a due metri dalla porta dopo un centro dalla destra di Ghiglione. Difesa romanista impreparata: e siamo 3-3 con venti minuti ancora da giocare. Fonseca gioca la carta Pastore al posto di Kluivert per l’ultimo assalto con Zaniolo che scala a sinistra e l’ex Psg trequartista. Fuori anche Florenzi, dentro Zappacosta all’esordio in maglia giallorossa, mentre l’ex laziale Pandev rileva Pinamonti.

ASSEDIO FINALE Gli ultimi cinque minuti sono di rabbia più che di concretezza col Genoa che si chiude bene e non lascia spazi. Spinge con la voce la Sud, la Roma attacca ventre a terra ma le idee non sono più quelle di inizio gara. Il Genoa si chiude ancor di più e trovare varchi diventa una mission impossible. C’è tanto cuore, ma anche tanti errori, come la conclusione che finisce in curva di Under. Quattro i minuti di recupero, per provarci. Zappacosta non riesce nel tap in a porta vuote e finisce 3-3. Non certo l’inizio che Fonseca e la Roma avevano sognato.

 

 

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