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Roma sparita: da 3-0 a 3-3 a Bergamo: sorride solo l’Atalanta

27.1.2019 GINOMANCINI :: Atalanta vs Roma (Serie A) Sport; Calcio; Nella foto: Olsen gol 1-3 (Foto Gino Mancini)

Massimo Ciccognani

BERGAMO La pazza del nostro calcio rimarrà sempre l’Inter, ma la Roma di questi tempi è sulla strada giusta. Lo spareggio per la Champions finisce in parità. Tre a tre tra Atalanta e Roma con i giallorossi avanti di tre, ripresi in un secondo tempo da incubo per i giallorossi. Non bastano i due gol di Dzeko e il personale di El Shaarawy per chiudere il match. L’Atalanta la riprende con i gol di Castagne, Toloi e Zapata che sbaglia anche un rigore. Un pomeriggio da incubo per i giallorossi che in vista del match col Milan perdono anche Nzonzi e Cristante, squalificati, ma soprattutto perdono l’occasione per prendersi il quarto posto e allungare su tutte le altre inseguitrici.

QUANTE NOVITA’  Qualche sorpresa al via, soprattutto nella Roma con Di Francesco che lascia fuori Fazio per far posto a Marcano in coppia con manolas davanti a Olsen, mentre sugli esterni conferma Karsdorp a destra mentre a sinistra c’è sempre l’inossidabile Kolarov che proprio qui a Bergamo segnò il gol vittoria della passata stagione all’esordio in campionato. In mezzo torna Nzonzi accanto all’ex Cristante. Dzeko si riprende la maglia da titolare al centro dell’attacco giallorosso con Lorenzo Pellegrini in veste di play alle sue spalle, El Shaarawy a sinistra e la novità Zaniolo sulla fascia destra. De Rossi c’è e va in panchina. Gasperini, 61 anni ieri, sceglie il solito 3-4-1-2, con il Papu Gomez alle spalle di Ilicic e Zavata. Freuler è recuperato ma non è al meglio e si accomoda in panchina. In mezzo Hateboer, De Roon, Pasalic e Castagne, mentre davanti a Berisha ci sono Toloi, Djimsiti e Mancini oggetto del desiderio giallorosso.

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RISPETTO Si temono e di conseguenza si rispettano Atalanta e Roma con l’Atalanta che prova subito a gestire il match, ma la Roma è attenta e alla prima occasione colpisce. Gran giocata di Kolarov che la mette in mezzo per l’inserimento di Zaniolo che di petto, con un fantastico assist, manda in porta Edin Dzeko che controlla e infila alle spalle di Berisha: 1-0 Roma dopo appena tre minuti. L’Atalanta non si perde e ha il pregio di allungare la falcata. Gomez colpisce la parte superiore della traversa e in veste di play inventa e diventa quasi imprendibile per i giallorossi. Illuminante il filtrante dell’argentino che manda in porta Ilicic, gran sinistro che però non inquadra lo specchio della porta, ma che brivido per la Roma. L’Atalanta fa la partita, ma è disordinata e manca di concretezza negli ultimi venti metri. Si allargano le maglie atalantine e la Roma ha gioco facile sulle ripartenze in campo aperto. Meglio il centrocampo giallorosso in avvio, Nzonzi  non è al meglio e lo si intuisce, ma è soprattutto la mobilità di Cristante e le illuminazioni di Pellegrini che fanno la differenza. El Shaarawy dopo la bella prova col Toro torna evanescente come non mai. Dzeko dimostra subito di essere tornato con i crismi giusti. Non solo il gol, ma gioca un tempo a totale sostegno della squadra. Torna, riparte, là davanti fa paura solo a vederlo. L’Atalanta costruisce molto, ma non finalizza. E Gasperini si infuria.

CRACK ASSOLUTO Sul taccuino di Paratici c’era scritto 40 milioni riferito a Zaniolo. Sia chiaro, la Roma non ha affatto intenzione di metterlo in vendita, ma l’ex Inter è un autentico odeon, tutto quanto fa spettacolo. Imprendibile sull’esterno destro, vola via nell’uno contro uno. L’Atalanta fa la partita, la Roma raddoppia, con cinismo. Gran giocata di Nzonzi che la mette in mezzo per Dzeko che attacca la profondità, si libera prima di un imbambolato Toloi e poi di Berisha prima di metterla dentro per il 2-0. Quarto gol in stagione, l’82esimo con la maglia della Roma. Il bosniaco è tornato e Di Francesco sorride. Zaniolo è una scheggia impazzita, va via sulla destra, si beve il suo angelo custode, ma si decentra troppo e permette a Berisha di riposizionarsi e chiudere con un doppio intervento sulla conclusione da dentro area. Ma è tanta Roma soprattutto a livello di cinismo e concretezza. E terzo gol che si annusa nell’aria. Ancora Zaniolo, in campo aperto, imprendibile per tutti. Alza la testa e vede dalla parte opposta arriva a rimorchio El Shaarawy, lo serve e per il Faraone è un gioco da ragazzi metterla dentro: 3-0. Partita in ghiaccio non fosse per le solite amnesie e cali di tensione dei giallorossi che ad una manciata di secondi dalla fine permettono all’Atalanta di rientrare in partita. Invenzione di Ilicic che apre per Gomez con il tacco e centro al bacio dell’argentino per la testa di Castagne che anticipa nettamente Karsdorp e la piazza sul primo palo con Olsen non esente da colpe: 3-1 all’intervallo. Brutto presagio a pochi secondi dall’intervallo.

EMOZIONI E l’Atalanta parte subito ventre a terra e Ilicic, il migliore tra i nerazzurri, ha l’occasione per il 3-2 ma solo in area si perde il pallone al momento della conclusione. Ma che azione Atalanta partita da un affondo sulla destra di Hateboer che trova a centro area il Papu Gonez che smarca Ilicic. Poi lo sloveno rovina tutto. Gasperini infuriato, ma i bergamaschi ci credono. Fuori Mancini, dentro Palomino. Hateboer è una furia sulla sua fascia di competenza, quella destra, Roma in difficoltà e l’Atalanta insiste, ci crede. Roma impaurita, l’Atalanta sembra il Barcellona, tiene palla, la gira fino a trovare l’imbucata giusta. Soffrono i giallorossi. Ricordate Toloi? Una stagione in giallorosso ai tempi di Garcia. Per dire che il gol dell’ex non può mancare mai alla Roma che lo subisce proprio con Toloi che sul centro di Gomez ruba il tempo a Manolas e brucia Olsen sul primo palo: 3-2 e partita riapertissima con l’Atalanta in salute e che sogna adesso l’impresa di ribaltarla. Roma in affanno, Atalanta che spinge con tutti gli effettivi. Hateboer è una furia, Ilicic e Gomez sono spine nel fianco e all’appello manca Duvan Zapata che pure là in mezzo si fa sentire, eccome. Dietro la Roma balla, Marcano è inguardabile, Kardsorp ce la mette tutta ma la prolungata assenza dai campi non lo aiuta, Kolarov si dimentica come si difende e si fa spesso prendere in controgioco dall’avversario. Fuori El Shaarawy, dentro Kluivert, poi tocca a Florenzi prendere il posto di Pellegrini con Roma nuovamente modellata. Zaniolo va a fare il trequartista, Kluivert si prende la fascia sinistra e Florenzi quella destra, ma entrambi non apportano nulla di prezioso. L’olandese sbaglia l’approccio, Florenzi non è ancora al meglio.

ALL’ARMA BIANCA Che finale a Bergamo. Ilicic va terra dopo un contatto con Kolarov. Calvarese lo ammonisce poi va a vedere il var su segnalazione di Di Bello e torna sulla sua decisione: rigore per l’Atalanta. Dal dischetto Zapata che peggio non poteva calciare, palla in curva. Sollievo per la Roma, ma non è finita perché Zapata si rifà a stretto giro. Attacca la profondità, approfitta dell’ennesima leggerezza della difesa romanista e firma l’incredibile pari: 3-3 con meno di venti da giocare. Dentro Fazio per Kardorp, ma la Roma non c’è più, l’Atalanta la domina sotto tutti i punti di vista nonostante il 3-5-2 romanista voluto da Di Francesco per avere più densità in mezzo al campo. La Roma non riesce più ad uscire, la Dea insiste e ogni volta che i nerazzurri si affacciano nella trequarti romanista sono dolori. Metamorfosi incredibile per una squadra che pure nel primo tempo aveva fatto bene e segnato tre gol che avrebbero dovuto fare la differenza. Comincia a nevicare con insistenza a Bergamo quando alla fine mancano sette giri di lancette più eventuale recupero. Ma in campo c’è solo l’Atalanta. Roma sparita dai radar. Barrow per Ilicic in un finale all’arma bianca. Gomez buca ancora la difesa giallorossa, Olsen ipnotizza Barrow, ancora un rischio per la Roma anche se era offside. Sguardi impietriti tra i giallorossi, tutti in attesa del fischio finale davanti all’arrembaggio della volitiva e mai doma Atalanta. E finisce qui, per fortuna della Roma che porta a casa un opunto che sa di rabbia dopo il 3-0 iniziale e che premia la volontà, la determinazione di un’Atalanta che si ha sempre creduto. E alla fine ha raccolto il suo giusto premio. Roma sparita: non basta un tempo e tre gol di vantaggio per sigillare una partita che valeva tantissimo. Le streghe son tornate, e sono sempre le stesse. Paura, ansia e incapacità di portare a casa partite già chiuse. E all’orizzonte bussa il Milan ritrovato di Gattuso. Mancheranno anche gli squalificati Cristante e Nzonzi, ma al di là dei nomi, Di Francesco deve ritrovare per gli interi novanta minuti la Roma. Perché ora, nevica sul bagnato.

Atalanta-Roma 3-3 (fotoservizio Gino Mancini)

Amarezza giallorossa agli Azzurri d’Italia
Cristante prova a ricaricare i compagni
Eusebio Di Francesco sconsolato

 

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