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Domani Milan-Juve. Gattuso: “Loro squadra di campioni come il Barça, affrontiamoli a testa alta”

E’ l’ora tanto attesa di Milan-Juventus. L’attende Gattuso che rispetta i bianconeri, ne elogia il gruppo, ma crede fortemente nel suo Milan. “E’ una squadra piena di campioni, giocatori fortissimi, la miglior Juve degli ultimi anni – spiega il tecnico rossonero alla vigilia della partirissima – È una squadra di un altro pianeta, Juve e Barcellona sono le più forti d’Europa in questo momento. Hanno solidità, grandissima mentalità, hanno giocatori che tante volte danno la sensazione di non sudare nemmeno. Ma noi dobbiamo andare in campo a testa alta, ce la giochiamo consapevoli che hanno qualcosa più di noi ma nel calcio può succedere di tutto”. Higuain ci sarà. “Per come sente le partite, deve giocare tranquillo. Higuain si innervosisce facilmente e il nervosismo non porta da nessuna parte. È un grandissimo campione, sta facendo di tutto per esserci, non è al massimo ma deve godersela e lottare assieme a tutta la squadra. Sono sicuro che daremo battaglia ed è giusto provarci. Ci mancano tantissimi giocatori, stiamo avendo infortuni un po’ strani ma guardiamo avanti. Bisogna stringere i denti e non cercare alibi, perchè non ci porterebbe da nessuna parte”. Gattuso ritrova Ronaldo, già affrontato da calciatore (“è un campione e io ho giocato sempre con le mie armi. Oggi è più maturo, fa meno tocchettini, ma l’ho sempre rispettato”) ma soprattutto Allegri, che ha speso belle parole per lui. “Fanno piacere ma Max è un amico. E’ stato il mio capitano mi ha sempre trattato bene, non portava mai rancore anche se oggi si arrabbia un po’ di più. Poi è stato il mio allenatore e i litigi con Leonardo e Max mi hanno aiutato a fare questo mestiere”. Sarà la prima volta a San Siro da quando è andato via per Leonardo Bonucci, nei confronti del quale Gattuso non serba rancore, anzi. “E’ stato un giocatore che ci ha dato tanto a livello di professionalità, tecnico, tattico, umano. Ci ha lasciato tanto e se oggi ho fatto qualche miglioramento a livello caratteriale tanti meriti sono anche suoi. Quando sbroccavo è sempre stato quello che mi è stato vicino, che mi ha fatto ragionare, è stato un valore aggiunto non solo per me ma anche per qualche suo compagno. Poi nella vita ci sono tante situazioni difficili da giudicare, la famiglia, i figli, e bisogna rispettare certe scelte. Per me è stato un onore allenare un giocatore come Leo e spero che venga ricordato quello che ha dato: ci ha sempre messo la faccia e ha sempre dato tutto”.

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