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La Roma non c’è più e crolla anche a Bologna: adesso è crisi

Massimo Ciccognani

BOLOGNA Altro che cambio di rotta. La Roma affonda anche a Bologna, prende due gol, gioca un’altra prestazione incolore, senza neppure uno spunto per poter recriminare. Vince il Bologna anzi, stravince, non che d’improvviso quella di Pippo Inzaghi sia diventata la squadra regina d’Italia, ma contro questa Roma imper far bella figura, basta questa Roma. E salvare la panchina, perché oggi Inzaghi rischiava l’esonero. E grazie alla Roma ha preso ossigeno. Tanti cambi nella Roma, con Marcano esterno a sinistra al posto di Kolarov. In mezzo si rivedono Lorenzo Pellegrini e Cristante accanto a De Rossi e due cambi anche in prima linea dove a far compagnia a Dzeko, ci sono Kluivert a destra, Perotti a sinistra. Nel Bologna, tante assenze con Inzaghi costretto a rivedere il tema tattico. Tanto carattere, il peso di Falcinelli e Santander in prima linea per provare a far male ad una Roma che dietro finora ha palesato non poche incertezze. Un primo tempo di quasi nulla, tra l’incapacità della Roma di geometrie, sempre in ritardo sulle seconde palle, con la catena di sinistra (Lorenzo Pellegrini e Perotti) non pervenuta. Roma lenta, manovra farraginosa, niente movimenti senza palla. Difesa vulnerabile, spesso in affanno, in mezzo, escluso De Rossi, poca cosa e davanti altrettanto nulla. Qualche guizzo dettato dalla fantasia del singolo. Dzeko impalpabile, Kluivert tanto movimento ma poca consistenza. Roma incredibilmente piatta. Di contro un Bologna che non è il Real Madrid ma che ha saputo fare dell’agonismo e delle verticalizzazioni improvvise il suo tema tattico. Bene davanti Falcinelli e Santander, prezioso l’apporto di Svamberg che lentamente ha cominciato a prendere per mano i suoi. Dietro la sicurezza dell’ex Skorupski che conpsce bene il giallorosso, bravo nell’ipnotizzare i giallorossi in fase di conclusione. Meglio il Bologna per quanto detto sopra. Lampi di Roma in avvio con la doppia conclusione di Fazio e Kluivert, ma la vera palla gol capita a Falcinelli che buca la conclusione. Kluivert cerca di darsi da farsi ed è bravo a tagliare sull’imbucata di De Rossi, ma Skorupski è altrettanto bravo a rifuguarsi in angolo. Il Bologna tiene botta e prova ad avanzare il baricentro. Svamberg disegna trame preziose, la Roma fa fatica a ripartire con i tempi giusti. Dieci alla fine e Inzaghi mette il muso avanti con Mattiello che raccoglie un centro di De Maio che trova impreparata la retroguardia giallorossa e di sinistro infila sul palo più lontano dove Olsen non può arrivare. La Roma prova a scuotersi ma ancora Skorupski si immola due volte di fila in un battito di ciglio per chiudere su Fazio e poi prima dell’intervallo, l’occasionissima di Lorenzo Pellegrini che sulla “frittata” di Skoruopski manca incredibilmente la volé a botta sicura. Uno a zero Bologna all’intervallo, giusto, che premia la volontà (guai a parlare di gioco) del Bologna e condanna una Roma ancora una volta impalpabile, assente. Che la ripresa diventasse un’altra partita era facile intuirlo. Il Bologna si chiude, forte del prezioso vantaggio, per provare qualche ripartenza. E la Roma che da subito mette le tende nella metà campo avversaria. E’ l’ora di Pastore che subentra a Cristante, nervosissimo. Roma a fare la partita, Bologna, come detto ad agire di rimessa. E di rimessa arriva il raddoppio con Santander che se ne va in campo aperto approfittando del lancio di Falcinelli e una volta in area, brucia Olsen mandando in brodo di giuggiole il Dall’Ara. DEntro Under per l’insufficiente Kluivert, ma la Roma è in affanno e accusa il colpo. Dentro Kolarov per Fazio. Giallorossi in totale confusione. Provano i giallorossi sull’asse De Rossi-Pastore, e gran paratone di Skorupski su Dzeko. E i minuti passano. Dentro Okwonkwo e Mnaye in un Bologna che adesso gioca con la forza dei nervi distesi e proprio Okwonkwo nell’ennesimo controgioco, si divora il 3-0 strozzando la conclusione che va a lambire il montante. No, il Bologna non è il Real Madrid, ma ugualmente mette a nudo tutti i limiti, e sono tanti, di una piccola Roma che prende ancora un contropiede, tre contro due, con Okwonkwo che la manda di poco fuori. Pessima l’interpretazione dei giallorossi, si salva nessuno, se non il coraggio di De Rossi, ma che non può bastare per tenere in piedi una squadra sfilacciata, scollata tra i reparti, lunghissima in campo. C’è spazio anche per un alyro ex, Mattia Destro che prende il posto di Santander. Inzaghi doveva vincere per salvare la panchina. E il Bologna ha vinto, complicando il futuro di Eusebio Di Francesco. La sua Roma è in crisi, inutile girarci intorno e stasera è già a meno cinque dalla zona champions (Fiorentina e Sassuolo) e a meno sette da  Napoli e Juve, con i bianconeri in campo tra poco a Frosinone. Cinque punti in cinque giornate, nove gol subiti, confusione totale, gioco pari allo zero, squadra demotivata. E se non è crisi questa….

L’amarezza di Eusebio Di Francesco
La Roma esce dal Dall’Ara a testa bassa
I tifosi romanisti ricordano Giorgio Rossi
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