Francesco Raiola
Una Juventus ferita, arrabbiata, ma assolutamente da non sottovalutare. Massimiliano Allegri conosce bene l’ambiente bianconero e sa che la sfida di domani sera all’Allianz Stadium nasconde parecchie insidie. Il tecnico azzurro, costretto a seguire la partita dalla tribuna per squalifica, ha presentato in conferenza stampa una gara che mette di fronte due squadre chiamate a recuperare terreno in classifica. «Domani sarà una partita bella, è uno scontro diretto tra due squadre che in questo momento sono indietro in classifica», ha esordito Allegri, che non ha nascosto il significato particolare del ritorno a Torino: «Ho passato dieci anni, il 50% della mia carriera in Serie A, a Torino. Tra l’altro c’è ancora mio figlio a Torino».
Il successo di Monza ha restituito fiducia al Napoli, ma per l’allenatore non è ancora il momento di lasciarsi andare a facili entusiasmi. «Nelle ultime quattro abbiamo segnato diversi gol, ma non scordiamoci di aver concesso parecchio. In fase di possesso e di non possesso dobbiamo migliorare. Bisogna occupare meglio tutto il campo e gestire meglio la palla, con maggiore lucidità nel capire quando accelerare e quando rallentare». Allegri chiede soprattutto equilibrio e concentrazione: «I ragazzi hanno vinto una bella partita, a Monza non era semplice. Serve equilibrio, inutile fare proclami. Bisogna star zitti e lavorare, in questo momento in cui siamo indietro in classifica ancora di più».
Sulla Juventus il giudizio è netto. Nessuna illusione, nonostante le difficoltà attraversate dai bianconeri. «La Juventus è stata allestita per lottare per le prime quattro posizioni, ha gli stessi punti nostri, ma troveremo una squadra ferita, arrabbiata. Domani ci vorranno molto agonismo e molta tecnica, sapendo che non troveremo una squadra come la stanno dipingendo». E ancora, mettendo in guardia i suoi da qualsiasi sottovalutazione: «A livello mediatico dicono tutti che la Juventus è una squadra morta: la Juve difficilmente muore. Bisogna essere bravi, è una squadra forte con un allenatore molto bravo. In questi momenti le squadre si compattano. Per noi sarà molto difficile, ci vorrà una grande prestazione tecnica e fisica, e un pizzico di buona sorte».
Capitolo uomini e infermeria. Rrahmani e Anguissa sono alle prese con un virus influenzale che ha colpito diversi componenti del gruppo. «Amir ha avuto l’influenza, ieri si è allenato, oggi vediamo come sta. Se sta abbastanza bene gioca, altrimenti giocherà uno fra Marianucci e Beukema». Situazione simile per il centrocampista camerunense: «Anche lui ha questo stato di virus influenzale che è in giro. Se sta bene gioca, se no gioca un altro. Ieri stava meglio». Parole positive invece per Hojlund: «Ha fatto sempre buone partite, l’altro giorno ha fatto un bellissimo gol e una buona partita».
Allegri ha poi fatto il punto sugli infortunati, a partire da Lobotka, che resterà fuori per circa sei settimane. «Abbiamo perso un giocatore importante, fortunatamente nella sfortuna dovrebbe rientrare in campo in sei settimane. Dopo la sosta recupereremo Neres, Spinazzola e Favasuli. Alisson credo sia ancora un po’ indietro». Per sopperire all’assenza dello slovacco, le alternative non mancano: «Lì ci può giocare De Bruyne, Gilmour, ma ci saranno partite anche dove giocheremo con due mediani e toglieremo il play in mezzo».
Il tecnico ha infine allargato lo sguardo agli obiettivi stagionali, invitando a non considerare Juventus-Napoli una partita decisiva per il destino del campionato. «L’obiettivo del Napoli è arrivare in fondo per essere nelle prime quattro, passare il turno in Champions e rimanere dentro la Coppa Italia. Allora lì sì che potremo dire di aver fatto una buona stagione». Un messaggio chiaro: la sfida di Torino conta, ma il percorso è ancora lungo.
Per quanto riguarda la formazione, davanti a Meret dovrebbe esserci Di Lorenzo a destra, con Rrahmani, se recuperato dall’influenza, al fianco di Rafa Marin e Olivera sulla corsia mancina. In caso contrario è pronto Marianucci. A centrocampo De Bruyne agirà in cabina di regia, con Anguissa e McTominay ai suoi lati, sempre che il camerunense abbia smaltito il virus. In attacco spazio al tridente composto da Politano, Hojlund e Lang. Il Napoli dovrebbe dunque presentarsi con il 4-3-3. A dirigere Juventus-Napoli sarà Simone Sozza di Seregno.


