Riccardo Zaccagnino
Un super Genoa, una Juventus piccola e fragile, ed è un infrasettimanale dolce per il Grifone che si impone per 2-0 e si allontana a grandi falcate dalla zona calda della classifica. Parte forte il Genoa di Daniele De Rossi cheb guadagna subito campo, aggredisce gli spazi, insiste nella sua manovra e sfonda a sinistra. Baldanzi trova il guizzo, palla tesa rasoterra messa in mezzo, attraversa tutto lo specchio della porta e arriva sul secondo palo dove si fa trovare pronto alla battuta Ehizibue che calcia di prepotenza, sulla traiettoria c’è Cambiaso che devia e beffa Vicario. La Juve accusa il colpo e il Grifone continua a sfondare coin regolarità sulla fascia mancina e attacca bene la profondità, palla a Osmajic, che chiude con un diagonale che si spegne sull’esterno della rete. Il Genoa è tanto, i bianconeri non riescono a frenarne lo slancio e il raddoppio è servito a stretto giro. Kalulu perde il duello con Vitinha che va via in campo aperto, Kalulu pronta a chiuderlo, Vitinha tenta il dribbling con palla che finisce nella disponibilità di Baldanzi che anticipa anche il compagno e scaraventa alle spalle di Vicartio: 2-0 a Marassi, ma che bel Genoa.
La Juve non sfonda Spalletti lascia negli spogliatoi Gatti e Alajbegovic, dentro Zhegrova e Woltemade. La Juve ha fretta, cambia marcia, ma il Genoa si difende con ordine, forte del doppio vantaggio, e rischia di fare ancora male in controgioco con Vitinha che fa tutto bene meno la conclusione, da dimenticare. La Juve attacca a testa bassa, ma non riesce a graffiare e il Genoa neppure soffre. Spalletti le prova tutte, cambia e ricambia il suo schieramento, ma il Genoa è attenta e non si lascia sorprendere. I bianconeri, stasera in maglia rosa, attaccano ma senza un filo conduttore logico e il Genoa neppure soffre se non in pieno recupero dopo un mischione in area una conclusione di Koopmeiner deviata da Vazquez finisce sulla traversa. E poco altro.. E la vince la squadra di De Rossi, Marassi esulta, il boato della Nord per festeggiare. Il Genoa sale a quota 10 al tredicesimo posto, la Juve resta ferma a quota 14, ma è una brusca frenata per la squadra di Spalletti.


