Anoir Assou
Dopo due sconfitte nelle prime due giornate, l’Inter non può più sbagliare. Contro lo Shakhtar Donetsk serve una risposta, ma a San Siro la serata si trasforma in una battaglia di nervi, sofferenza e resistenza. A decidere è Carlos Augusto, ancora una volta decisivo, con un contropiede perfetto che vale tre punti pesantissimi. Neppure l’espulsione di Bastoni riesce a fermare i nerazzurri, capaci di stringere i denti e portare a casa una vittoria fondamentale. Chivu sceglie una formazione inedita: senza Lautaro, ancora ai box per un mese, davanti ci sono Bonny e Thuram. In difesa Bastoni agisce al centro, con Akanji e Carlos Augusto ai suoi lati, mentre Spence debutta in Champions League. L’approccio nerazzurro è intenso, ma meno aggressivo del solito. La lezione del Brugge è ancora fresca: niente pressing scriteriato, reparti compatti e attenzione alle ripartenze avversarie.
L’Inter controlla il territorio, ma non riesce a trasformare il possesso in occasioni limpide con continuità. Lo Shakhtar di Arda Turan, disposto inizialmente con un 4-1-4-1, supera le difficoltà dei primi minuti e comincia a gestire il pallone, trovando spazi per respirare. Quando i nerazzurri provano a costruire, gli ucraini si ricompattano rapidamente, chiudendo le linee di passaggio. Il primo tempo scivola via senza grandi emozioni. L’Inter appare troppo contratta, quasi prigioniera della necessità di vincere, e lo 0-0 all’intervallo lascia aperto il rischio di un’altra serata europea stregata.
La ripresa riparte sulla stessa falsariga. Ritmi bassi, pochi spazi e uno Shakhtar che non rinuncia al possesso. La tensione cresce e la partita si incattivisce. Nel giro di pochi minuti arrivano ammonizioni e proteste, fino all’episodio che rischia di compromettere tutto: Bastoni viene espulso per doppia ammonizione dopo un fallo in area avversaria. Con l’Inter in dieci, la montagna sembra improvvisamente ancora più alta. Eppure, proprio quando la serata pare destinata a trasformarsi nell’ennesima occasione sprecata, arriva la giocata che cambia tutto. Mkhitaryan disegna un lancio meraviglioso di quaranta metri, Carlos Augusto scatta in campo aperto e finalizza con freddezza. Un contropiede fulminante, una rete pesantissima: il brasiliano segna per la terza partita consecutiva e regala ai suoi un vantaggio insperato per come si era messa la gara. Gli ultimi minuti sono una prova di resistenza. Lo Shakhtar prova a sfruttare la superiorità numerica, ma l’Inter si compatta, lotta su ogni pallone e difende il vantaggio fino al triplice fischio.
Non è la migliore versione della squadra di Chivu, che per lunghi tratti fatica a imporre il proprio gioco. Ma questa volta la differenza la fanno la lucidità nel momento decisivo e la capacità di soffrire insieme. Dopo due ko europei, i nerazzurri ritrovano ossigeno e fiducia: tre punti conquistati con il cuore, che possono rappresentare una svolta nel cammino in Champions League.



