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Inter, guai ai vinti

Contro lo Shakhtar serve solo vincere

Anoir Assou

Dopo due sconfitte nelle prime giornate di Champions League, l’Inter non può più permettersi passi falsi. Mercoledì sera, alle 21, a San Siro arriva lo Shakhtar Donetsk per il terzo turno della League Phase: una sfida che vale molto per il cammino europeo dei nerazzurri, ancora fermi a zero punti. Chivu e Bastoni lo sanno bene: è il momento di ritrovare concretezza, lasciandosi alle spalle le recenti delusioni. «Non siamo più quelli delle finali, è un nuovo percorso e dobbiamo lasciarci tutto alle spalle, tornare con i piedi per terra», ha dichiarato Bastoni in conferenza, sintetizzando il pensiero dello spogliatoio. Il difensore ha riconosciuto come sia obbligatorio vincere, ma soprattutto ha individuato uno dei problemi più evidenti dell’Inter: gli approcci alle partite. Secondo il centrale, non si tratta tanto di errori di sistema quanto di disattenzioni individuali e mentali, con una squadra che fatica a leggere il pericolo e concede troppo facilmente occasioni agli avversari.

Chivu non cerca alibi e invita il gruppo a ritrovare energie e positività dopo un periodo complicato, nel quale il bilancio europeo è diventato pesante. «Dobbiamo scendere in campo per riprovare quella sensazione di portare a casa il risultato», ha spiegato il tecnico, sottolineando la necessità di sporcarsi le mani e affrontare la partita con determinazione. Lo Shakhtar di Arda Turan è una squadra giovane, tecnica e abituata alla competizione: ha raccolto quattro punti nelle prime due giornate, pareggiando con il PSV e battendo l’AEK Atene per 3-1. La velocità degli esterni e la qualità nel palleggio rappresentano le principali armi ucraine.

I precedenti, tuttavia, sorridono all’Inter. Nei sette confronti europei disputati, i nerazzurri non hanno mai perso: tre vittorie e quattro pareggi, con appena un gol subito. Tre dei quattro incontri della fase a gironi nelle stagioni 2020/21 e 2021/22 terminarono invece a reti inviolate. Tra gli ex della sfida c’è anche Henrikh Mkhitaryan, che ha vestito la maglia dello Shakhtar nelle esperienze precedenti all’Inter. La storia offre fiducia, ma non garantisce nulla. Dopo il ko con il Club Brugge, l’Inter ha mostrato a Bologna di poter reagire, pur dovendo ancora lavorare sulla tenuta difensiva. Ora serve trasferire quella reazione anche in Europa. Chivu chiede una squadra consapevole del momento, capace di mantenere la propria identità senza rinunciare alla battaglia. A San Siro non basterà giocare bene: per rimettere in piedi la League Phase, bisogna vincere.

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