Debora Cinti
Mercoledì 14 ottobre alle 18:45, al De Kuip di Rotterdam, il Como di Cesc Fabregas gioca la sua prima vera notte europea fuori casa: Feyenoord- Como, seconda giornata della fase campionato di Champions League. Per i lariani è già storia. Dopo il decimo posto del ritorno in A, la stagione 2025-26 chiusa al quarto posto ha regalato la prima qualificazione di sempre in UEFA Champions League, el’esordio non poteva essere più dolce: 4-1 al Lipsia al Sinigaglia. Un impegno che arriva a cavallo tra due impegni di campionato probanti: prima la Roma in casa, poi la trasferta di Firenze. E’ un trittico che dirà molto sulla tenuta mentale e fisica della squadra di Fabregas. Il Feyenoord non è un sorteggio morbido. Il De Kuip è uno dei catini più caldi d’Europa, squadra fisica, pressing alto, transizioni verticali. È la classica squadra olandese che ti punisce se provi a palleggiare con sufficienza.
Il Como andrà a giocarsela con le sue certezze, quelle di una squadra matura che affronta l’Europa dei grandi con la consapevolezza di poter fare bene, ma senza sogni pericolosi che non si addicono ai lariani che vivono il momento con spensieratezza, ma anche convinzione nei propro mezzi, che non sono pochi. Sarà il primoi esodo europeo per i tifosi comasci, che riempiranno con almeno mille persone il settore ospiti dello stadio di Rottertdam. Il resto lo dovrà fare in campo il Como che anche in Olanda si presenta con le carte in regola per fare bene, puntando tutto sulla qualità del gioco, affidando le sue opportunità ad una visione di gioco sempre più moderna. Niente difesa, ma atteggiamento propositivo. Rispetto per l’avversario, ma nessun timore, come avvenuto contro il Lipsia. Per stupire ancora, perchè il viaggio, è appena iniziato.


