Massimo Ciccognani
BOLOGNA Non certo la migliore versione dell’Italia Mancini.2, ma almeno vincente, più convincente nella parte finale quando in campo s’è visto più brio e dinamismo grazie ai nuovi ingressi. Ma la strada è giusta. Al Dall’Ara gli Azzurri battono la Turchia per 3-1 in un match non brillantissimo, complice i tanti, obbligati, cambi di Mancini, costretto a ridisegnare l’Italia viste le quattro partite in undici giorni. Sblocca Scamacca, Simsir la riprende, prima dei gol di Calafiori e del sigillo definitivo di Pio Esposito. La Francia a Parigi batte in rimonta il Belgio (4-1) e stasera l’Italia è seconda nel Gruppo 1 a meno tre da Zidane e a +1 sul Belgio. Decisive per la qualificazione ai quarti, le gare di novembre contro la Francia a San Siro e contro il Belgio a Bruxelles.
Le scelte Per l’ultima della prima fase di Nations, Roberto Mancini disegna un’altra Italia, cambiandone addirittura otto. Dietro, accanto a Bastoni c’è Mancini, mentre Di Lorenzo va a destra e Ruggeri a destra. Altri due cambi in mezzo con l’innesto di Doumbia e Romano accanto a Barella. Nuovi tutti e tre gli interpreti della prima linea: Scamacca centrale con Maldini e Vergara ai lati. Rimaneggiata la Turchia, con Montella che oltre a Yildiz e Calhanoglu, perde per squalifica anche Guler e Yilmaz e nel suo 4-4-2, si affida in prima linea a Akgun e Simsir, dietro a destra c’è Celik. Tra i pali torna Cakir dopo la squalifica.
Sblocca Scamacca Un primo tempo al di là della noia, rattristito dalle alchimie di centrocampo. Cambiano gli interpreti ma anche lo spartito. Soprattutto in mezzo e davanti dove è mancato fosforo e capacità penetrativa tra le linee, ma anche in prima linea dove si è sentita la mancanza di Pio Esposito e del fratello Sebastiano, mentre Vergara non è affatto dispiaciuto. Ma era Italia sperimentale, obbligata dalle quattro partite in undici giorni. Concetto ribadito anche dal Ct della Spagna De La Fuente che ha rafforzato l’idea di un’Italia che non ha brillato, ma ha avuto il merito di andare all’intervallo avanti grazie alla rete di Scamacca che sotto misura ha fulminato Cakir. Non è dispiaciuta la Turchia a dispetto delle assenze se l’è giocata con acume tattico, ma senza stelle non vai da nessuna parte. Un paio di interventi di Donnarumma prima del gol di Scamacca che ha rifinito un centro di Di Lorenzo.
Ci pensa Calafiori La conferma arriva dalle sostituzioni di Mancini poco dopo l’intervallo: dentro Pio Esposito, Calafiori e Kayode per Scamacca, Ruggeri e Di Lorenzo. L’interista premia l’inserimento di Doumbia, salva Cakir. La Turchia però gioca ordinata e lo dimostra con due percussioni pericolose, decisiva la seconda con Simsir che raccoglie una deviazione fortuita di Elmali che prolunga il pallone sul secondo palo dove l’attaccante di Montella non perdona: 1-1. L’ingresso in campo di Calafiori era stato accolto dal boato del Dall’Ara dove il numero 5 azzurro si è plasmato. E quell’affetto meritava di essere ricambiato con un gol. Detto, fatto. Centro di Barella, svetta la testa di Calafiori con palla a scavalcare Cakir e finire in rete per il 2-1 Italia. Entra Tonali per Barella, mentre la Turchia continua a non gettare la spugna e cerca il pari. Ma anche l’ìItalia è più vivace, con meno ordine delle precedenti uscite, ma qualcosa si muove. Gli azzurri pressano meglio, mentre dal settore ospiti arrivano insulti a Montella… in italiano. Ma intanto i suoi fanno vedere buone cose e solo una paratone di Donnarumma evita il pari sulla conclusione di Elmaz. L’Italia cerca il terzo gol e lo trova con la deviazione di Pio Esposito che corregge in rete una conclusione di Tonali. Bene così. Finisce 3-1 con tante indicazioni per Mancini che adesso avrà il tempo di lavorare in vista della doppia sfida con Francia e Belgio di novembre che vale i quarti.


