Massimo Ciccognani
PARIGI L’esame è superato. A pieni voti. Carattere e personalità non fanno difetto all’undici di Mancini che impatta allo Stade de France contro la Francia, non certo l’ultima arrivata (1-1). Gioca un match di sostanza, di carattere, ma anche di qualità, va sotto per una giocata pazzesca di Olise, ma non si scompone e la riprende con Bastoni. IL pari è giusto e premia questa squadra e questo allenatore. Che meritano solo fiducia.
Grande personalità Mancini ripropone i fratelli Esposito davanti con Kean a completare il tridente offensivo. In mezzo c’è Frattesi e non Barella, con Tonali e Fagioli, dietro confermati Kayode, Bastoni e Scalvini, a sinistra Calafiori. Zidane si affida davanti ai suoi tenori, Dembelè, Doue e Olise. Rabiot c’è, Konè in panchina. Si gioca in una bolgia, con i 77mila dello Stade de France che non la smettono mai di cantare. La Marsigliese cantata da tutto Saint-Denis. Poi, la partita. Copione rispettato, con la Francia a fare la partita, Italia attentissima soprattutto nei minuti iniziali quando fa capire ai transalpini di non essere vittima sacrificale. E’ un primo tempo di grande intensità, con la Francia che esercita un dominio territoriale ma senza graffiare. Gran difesa degli azzurri che riescono a contenere lo straordinario Olise e tutto il resto della compagnia. L’Italia gioca attenta, non sapreca un pallone, ribatte colpo su colpo e le occasioni migliori a referto sono azzurre. Kean si divora il gol del vantaggio facendosi parare la conclusione da Maignan. L’Italia gioca palla a terra, Frattesi in mezzo convince e si inserisce sempre con i tempi giusti, conclusione fuori di un nulla. La risposta francese è nella conclusione di Olisè, deviata da Tonali che batte sulla parrte superiore della traversa. E nel finale l’Italia esce fuori con maggior convinzione, Kean la mette dentro dopo un mischione, ma era in posizione irregolare. L’Italia c’è, gioca con giudizio e rispetto, ma senza palesare timori revenziali. La Francia tiene più la palla, ma non arriva mai in porta nonostante abbia messo l’artiglieria pesante davnati a Donnarumma. Ottima Italia, è mancato solo il gol.
Sblocca Olise La Francia riparte di slancio e Donnarumma prima chiude sulla concusione a giro di Douè poi salva su Dembelè, poi smanaccia un centro maligno di Olise. Affretta i tempi la formazione di Zidane con una qualità enorme e la sblocca su palla inattiva, con un piazzato pazzesco di Olise con palla che picchia sotto la traversa e poi in rete. Punizione da favola per l’esterno del Bayern Monaco. L’inerzia della partita passa dalla parte dei francesi che tornano a far girare palla in attesa dell’imbucata. L’Italia fatica e Mancini cambia inserendo Barella e Vergara per Pio Esposito e Tonali, con Kean che adesso diventa punta centrale.
La riprende Bastoni L’Italia prova a reagire, tiene bene il campo e riparte con slancio. Sebastiano Esposito perde l’attimo, ma l’Italia è attenta e ci crede. Da Cunha sbaglia un disimpegno e Bastoni l’anticipa con i tempi giusti e davanti a Maignan lo brucia con un diagonale secco: 1-1. Ci prova Rabiot, gran diagonale, Doinnarumma c’è. Zidane corre ai ripari, la vuole vincere e inserisce Barcola e Camavinga quando alla fine ne mancano quindici. Gli azzurri giocano con personalità, palla a terra. Dentro anche Maldioni e Doumbia per Sebastiano Esposito e Frattesi. Pennellate di testa di Kean, Maignan smanaccia in angolo. Poi è Donnarumma ad esaltarsi sulla conclusione da fuori di Camavinga. Partita apertissima e bella. Kean va via a Upamecano, già ammonito, secondo giallon e via degli spogliatoi. Francia in dieci con quattro minuti più recupero da giocare. Occasionissima per Barella che calcia male sotto misura. Fuori Fagioli, dentro Scamacca negli ultimi due minuti più quattro di recupero. Donnarumma dice no a Olise proprio al novantesimo. Ultimi quattro giri di lancette, Francia ventre a terra, Italia che prende campo e affonda. Kean non aggancia a un metro dalla porta. l’Italia insiste e vuole vincerla. Gil Manzano fischia con glin azzurri in area e finisce 1-1. Bella e possibile l’Italia di Mancini. Bursa non è stata una chimera. A Parigi, contro una Francia stellare, ce la siamo giocata, abbiamo stretti i denti nel momento del bisogno, ma non abbiamo mai abbassato la testa e l’abbiamo ripresa, con personalità e coraggio. Avanti così.


