Leonardo Tardioli
Il Milan vuole confermarsi all’esordio in Europa League. Dopo il pari in rimonta all’Olimpico contro la Lazio, Amorim, è pronto a gettare le sue carte. “È un’occasione fondamentale, è la prima partita di Europa League. Non vediamo l’ora di iniziare. Rui Costa è il presidente del Benfica ma un riferimento importante del Benfica. Io anche ho un passato nel Benfica ma sono qui per vincere. È una partita particolare perché è la prima di Europa League. Parliamo di una competizione e l’obiettivo è ovviamente vincere. Il nostro obiettivo è di arrivare in fondo, ci sono tante squadre competitive: la differenza la fa poter contare su una rosa degna di questo il nome. Se c’è la motivazione penso che si possa vincere qualsiasi competizione e partita, ricordando che l’obiettivo è solo uno: vincere”.
Qualcosa cambierà rispetto allo schieramento sceso in campo all’Olimpico. “Contro la Lazio c’è stato un cambio di atteggiamento da un tempo all’altro: ho fatto le mie valutazioni, non riguarda solo 2-3 nomi ma c’è stato un atteggiamento diverso. Non sono uno che tiene sempre lo stesso undici. C’è stato un cambiamento di atteggiamento generale. Dobbiamo considerare anche che ci troviamo in settimane in cui dobbiamo gestire più partite e quindi pensiamo non solo al Benfica, ma anche al Lecce. Comunque, contro la Lazio è stata una questione di atteggiamento”.
Del Benfica però non si fida. “Può vincere qualsiasi partita, perché ha un grande allenatore e perché ha i giocatori per farlo. Quello che dicevo in Portogallo, lo dico allo stesso modo anche qui in Italia. Penso che a volte ai club portoghesi venga attribuita una responsabilità che non dovrebbero avere, poiché non dispongono delle stesse condizioni di altri club e, nello specifico, di quelli italiani. E con questo sto mettendo ancora più responsabilità dalla mia parte, ma è quello che ho sempre detto in Portogallo ed è ciò che dico ora. Tuttavia, guardando l’allenatore, guardando la squadra e la rotazione che a volte si può fare nel campionato portoghese, è possibile se tutto va per il verso giusto. Vedo un Benfica molto forte, con un’identità ben precisa e del tutto capace di vincere il campionato. Il Portogallo mi manca, sì, ma ora sono qui e penso di rimanerci diversi anni. Posso dire che Milano è la mia seconda casa”.
E vuole vincere, con in dosso la maglia rossonera.


