Massimo Ciccognani
Vincere, ma con gli errori di sempre. E’ un pazzo Real Madrid, che ad Elche va con estrema facilità sul doppio vantaggio giocando un primo tempo notevole, giocando una ripresa spenta, permettendo all’Elche di riprenderla. E alla fine ci ha pensato lui, Espì, a togliere le castagne dal fuoco a Mourinno e regalare la vittoria ai Blancos. E’ finita 3-2, ma quanta fatica.
Tutto troppo facile
Mou tiene fuori Bellingham con vista Derby, dentro Diomandè dal primo minuto. Arda Guler trequartista ha impressionato per qualità e tecnica, mettendo dentro ua infinità di palloni che hanno subito portato benefici, con il vantaggio maturato su calcio di punizione, con palla che ha baciato il palo e toccato il portiere Dituro prima di finire in rete. Tanta pressione nel Real, a Vinicius è ancora lontano dalla forma migliore tanto da divorarsi tre facili occasioni a tu per con il portiere dell’Elche. I padroni di casa hanno rischiato di rimanere in dieci per una gomitata di Osorio su Hujsen, ma Gil Manzano ha deciso di testa sua nonostante la segnalazione del Var. Ma il raddoppio era nell’aria ed è arrivato dopo una percussione di Diomandè che ha messo in mezzo un pallone al bacio per Mbappè che l’ha messa dentro. Tutto facile, ma non era finita.
Ci pensa Espì
La ripresa ha evidenziato i soliti problemi del Real che anzichè tenere una linea alta, ha giocato al piccolo trotto, possesso in attesa dell’imbucata che però non è arrivata. E l’Elche ha trovato coraggio, e la partita si è complicata. Osorio ci ha messo la testa sul centro di Cepeda e l’ha riaperta e a sette dalla fine l’imponderabile. Palla persa in uscita da Cucurella e Fer Nino da centro area ha gelato il Madrid per il meritato 2-2. Mourinho ha messo dentro tutti gli attaccanti possibili e al primo di recupero è stato premiato. Bellingham è scappato a sinistra e messo in mezzo per Mbappè che ha addomesticato il pallone e potuto segnare, ma ha visto a rimorchio Espi che era in posizione migliore, e l’attaccante di scorta non ha tradito, firmando il 3-2 finale, con l’Elche a masticare amaro. Ma lo stesso Madrid non può esaltarsi più di tanto. Squadra pigra, che si ferma sul più bello, un atteggiamento che contro squadre più navigate, rischi di pagare a caro prezzo. Già, e domenica c’ il Derby. E servirà un altro Madrid.

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